In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
La stagione dei vaccini autunnali è ufficialmente cominciata, con le dosi aggiornate contro influenza e COVID-19 già arrivate nelle farmacie americane e le prime raccomandazioni sul tavolo di medici e famiglie. Con Robert F. Kennedy Jr. alla guida della sanità statunitense, in molti temevano un avvio caotico. E invece, almeno per ora, la campagna sembra procedere in modo abbastanza ordinario, quasi noioso.
Il contesto però resta complicato. Il comitato consultivo sui vaccini dei Centers for Disease Control and Prevention, quello che di norma stabilisce le raccomandazioni e determina la copertura assicurativa, non è operativo. A marzo un giudice federale ha stabilito che i membri vicini alle posizioni anti vaccino nominati da Kennedy erano stati insediati illegalmente e non erano idonei a servire, e tutte le modifiche introdotte da quel gruppo alle politiche vaccinali sono state temporaneamente annullate. Nel frattempo Kennedy ha passato l’ultima settimana a tentare di rendere meno visibile il numero di bambini morti di morbillo quest’anno, due, tra cui un neonato.
Copertura assicurativa e nuove linee guida
Nonostante tutto, la Food and Drug Administration ha approvato le formulazioni aggiornate di influenza e COVID-19 per questa stagione. I principali piani assicurativi hanno accettato di continuare a coprire senza costi aggiuntivi i vaccini già raccomandati in passato dal comitato dei CDC, compresi quelli stagionali, con un accordo valido almeno fino alla fine del 2027.
Anche le autorità sanitarie statali e locali si aspettano una distribuzione normale. “Mentre ci avviciniamo a un’altra stagione dei virus respiratori, le agenzie sanitarie statali e territoriali fanno quello che sanno fare meglio, prepararsi in anticipo, osservare i dati da vicino e lavorare con i partner sanitari e comunitari per tenere le persone al sicuro”, ha detto Manisha Juthani, presidente dell’Association of State and Territorial Health Officials e commissaria del dipartimento di sanità pubblica del Connecticut. “La vaccinazione resta uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per prevenire malattia grave, ospedalizzazione e morte da influenza, COVID-19 e RSV”.
A colmare il vuoto lasciato dal comitato ci hanno pensato le grandi società mediche. Le raccomandazioni per la stagione 2026-27 sono state pubblicate la scorsa settimana da American Medical Association, Vaccine Integrity Project, American Academy of Pediatrics, American Academy of Family Physicians, American College of Obstetricians and Gynecologists e Infectious Diseases Society of America, con tanto di revisione scientifica trasparente. Rispetto all’anno scorso cambia poco.
Influenza e COVID-19, tempi e dosi
Il vaccino antinfluenzale trivalente è raccomandato per tutti i bambini dai 6 mesi in su e per tutti gli adulti. Esiste anche uno spray nasale per la fascia 2-49 anni, sconsigliato però in gravidanza e per chi è immunocompromesso. Dai 65 anni si punta sulla formulazione ad alto dosaggio. L’incognita maggiore riguarda il nuovo vaccino antinfluenzale a mRNA, mFlusiva di Moderna, approvato a inizio agosto per gli adulti dai 50 anni. Nei trial è risultato più efficace del 27% rispetto a una dose standard, con qualche effetto collaterale lieve in più come stanchezza e dolore nel punto dell’iniezione. Disponibilità e coperture restano incerte, Medicare dovrebbe coprirlo, alcuni programmi Medicaid statali forse, altri canali federali probabilmente no.
Il periodo migliore per l’antinfluenzale va da fine settembre a fine ottobre, così la protezione è al massimo tra dicembre e febbraio. Servono circa due settimane perché faccia effetto, poi cala lentamente lungo una stagione che può arrivare fino a maggio.
Sul vaccino COVID-19 la FDA ha di nuovo autorizzato l’uso per gruppi limitati, over 65 e persone tra 6 mesi e 64 anni con condizioni a rischio, un elenco lunghissimo che comprende moltissimi americani. Le grandi catene come CVS e Walgreens continueranno però ad accettare l’autocertificazione anche sotto i 65 anni, salvo eccezioni statali come la Louisiana, dove può servire la prescrizione. I medici possono somministrarlo off label ovunque. Le società mediche lo raccomandano per i bambini tra 6 e 23 mesi e per tutti gli adulti, gravidanza inclusa, con una seconda dose dopo sei mesi per gli over 65.
RSV, chi deve pensarci
Il vaccino RSV non è stagionale ma protegge da un virus che lo è. Una dose unica per chi ha 75 anni o più e per la fascia 50-74 a rischio elevato. Tra il 1 settembre e il 1 marzo le persone in gravidanza dovrebbero riceverne una dose tra la 32esima e la 36esima settimana, così da trasferire gli anticorpi al neonato. La finestra è stata estesa rispetto all’anno scorso, quando si fermava a fine gennaio. Per i bambini sotto gli 8 mesi nati senza quella protezione materna è previsto un anticorpo monoclonale, esteso fino ai 19 mesi nei casi ad alto rischio.








