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Google Traduttore potrebbe presto ricevere una funzione molto vicina a Rambler, l’input vocale presentato da Google qualche mese fa per rendere più ordinata la dettatura. Il nome emerso finora è Smart assist e lo scopo sembra praticamente lo stesso, cioè ripulire il parlato da pause e intercalari prima di trasformarlo in testo. In questo caso però il testo non resta così com’è, perché deve essere anche tradotto in un’altra lingua.
Per capire di cosa si tratta conviene partire proprio da Rambler. Lo strumento sfrutta Gemini all’interno di Gboard, la tastiera di Google, e lavora su quanto viene dettato per eliminare quelle espressioni tipiche delle conversazioni di tutti i giorni che sulla pagina scritta stonano parecchio. Al momento la funzione è un’esclusiva della serie Google Pixel 11 e prevede anche dei limiti di utilizzo.
Perché la dettatura vocale è più complicata di quanto sembri
Sulla carta l’idea della dettatura vocale è semplicissima. Si parla, il telefono ascolta e scrive. Nella pratica le cose vanno diversamente e il motivo è abbastanza intuitivo, visto che una trascrizione fedele parola per parola si porta dietro tutti gli intercalari del linguaggio naturale, le esitazioni e quel modo un po’ disordinato con cui spesso si esprime un pensiero a voce. Tutto materiale che in un testo scritto si adatta male.
Il problema diventa ancora più evidente quando quelle frasi devono passare da una lingua all’altra. Un traduttore che riceve un discorso pieno di ripetizioni e riempitivi rischia di restituire un risultato confuso, o comunque meno leggibile. Ed è esattamente qui che una soluzione in stile Rambler può fare la differenza, togliendo il superfluo prima ancora che la traduzione abbia inizio.
Cosa emerge dall’ultima versione di Google Traduttore
Le prime tracce di Smart assist sono state individuate analizzando la versione 10.39.34.995726622.4 dell’app per Android. Alcune schermate mostrano la funzione in anteprima, anche se per ora non è possibile provarla direttamente. Dalle immagini si capisce comunque come dovrebbe funzionare: nelle impostazioni di Google Traduttore comparirà una scelta tra due stili di traduzione, quello classico parola per parola e appunto Smart assist, che si occupa di rimuovere pause e intercalari.
Restano però diversi aspetti poco chiari. Il primo riguarda la disponibilità, perché non si sa ancora se la novità arriverà per tutti gli utenti oppure se seguirà la strada di Rambler, rimanendo legata a dispositivi specifici. Poi c’è la questione del funzionamento senza connessione, dato che al momento non è dato sapere se Smart assist potrà lavorare anche offline.
Infine c’è il tema delle modalità supportate. Allo stato attuale la funzione è prevista soltanto per la modalità Conversazione, mentre non compare né in modalità Ascolto né in Solo testo. Non è chiaro se questa limitazione verrà mantenuta anche al momento del debutto ufficiale o se nel tempo l’opzione verrà estesa al resto dell’app.
Fonte: TecnoAndroid








