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Yandex, droni sui data center: traffico bot crolla allo 0,4%

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Il traffico generato dai bot di Yandex è crollato quasi a zero nel giro di pochi giorni, dopo che una serie di attacchi con droni ucraini ha messo fuori uso i principali data center del colosso tecnologico russo. L’ultima incursione, la terza, è arrivata nella notte e ha colpito un’infrastruttura che molti considerano il cuore digitale del Paese, visto che Yandex in Russia occupa più o meno lo stesso spazio che Google ricopre nel resto del mondo.

I numeri raccontano bene la portata del colpo. Secondo i dati di Cloudflare, il traffico automatizzato proveniente dalla rete Yandex è sceso ad appena lo 0,4% rispetto al picco di richieste HTTP registrato nelle due settimane precedenti. Il primo calo, fino a circa il 57%, si era visto l’8 ottobre, quando l’Ucraina ha centrato un data center di Yandex a Sasovo che ospitava due supercomputer, a circa 195 miglia (poco più di 310 chilometri) a sud est del Cremlino. Poi è toccato a un campus ancora più grande a Kaluga, situato a circa 220 miglia a ovest di Sasovo, finito offline il giorno precedente all’ultimo raid.

Yandex: servizi bloccati e connessioni rallentate per milioni di russi

Le conseguenze si fanno sentire anche sul piano pratico. La pagina di stato di Yandex Cloud segnala almeno 84 servizi attualmente non disponibili. NetBlocks, società che monitora la connettività internet a livello globale, ha rilevato che il traffico di rete è sceso al 30% per Yandex Cloud e al 63% per Yandex LLC. Tradotto, per il cittadino russo medio questo significa con buona probabilità servizi internet più lenti o, nei casi peggiori, del tutto interrotti.

Trovare un’alternativa non è semplice. Starlink in Russia non funziona, quindi la connessione satellitare ad alta velocità non può fare da paracadute. E la costellazione concorrente Rassvet non se la passa meglio, dato che un buon numero dei suoi satelliti è ricaduto a terra dopo il lancio. L’11 ottobre 2026 NetBlocks ha confermato un secondo collasso nelle reti del gigante tecnologico dopo un nuovo attacco con droni contro i data center di Vladimir, avvenuto in mattinata. Un’offensiva arrivata poco dopo che Mosca aveva minacciato di sottoporre l’Ucraina a una “disintossicazione digitale”.

Questi raid sembrano infatti la risposta di Kiev ai bombardamenti russi sui propri data center, alcuni dei quali hanno provocato persino il blackout di diversi tra i più popolari siti di pirateria.

Una guerra che si combatte anche sulle infrastrutture digitali

Tutto questo si inserisce nel conflitto in Ucraina, esploso su larga scala nel 2022 dopo il fallito tentativo russo di conquistare Kiev. Molti osservatori però fanno risalire l’inizio della guerra al 2014, quando le forze di Mosca si impadronirono della Crimea e occuparono parte dell’Ucraina orientale, in seguito alla caduta del governo filorusso di quell’anno.

In tutti questi anni di ostilità sono emerse tecnologie e strategie nuove, soprattutto nell’ambito della guerra con i droni. All’inizio si trattava perlopiù di modelli commerciali impiegati al fronte per la ricognizione, il lancio di esplosivi e gli attacchi kamikaze. Col tempo lo scenario si è spostato verso operazioni a lungo raggio, con velivoli costruiti appositamente e capaci di superare le 1.500 miglia (circa 2.400 chilometri), abbastanza per distruggere i bombardieri strategici Tupolev Tu 95 parcheggiati ben lontano dalla linea del fronte.

Gli attacchi contro i data center sono invece una novità piuttosto recente. Le strutture situate all’interno delle basi militari vengono spesso considerate obiettivi legittimi, mentre per colpire quelle civili la Russia ha sostenuto che fossero utilizzate dall’intelligence militare ucraina. Non è comunque la prima volta che infrastrutture civili di questo tipo finiscono nel mirino di droni e missili. I siti di AWS in Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti più volte da quando Washington ha avviato la sua campagna di bombardamenti contro l’Iran, al punto che Amazon ha invitato i propri clienti a trasferire i dati in strutture fuori dalla regione, non avendo una tempistica precisa per il ripristino.

Fonte: TecnoAndroid

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