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Chi guida ogni giorno lo sa bene: Google Maps resta l’app di navigazione più completa in circolazione, eppure continua a mancarle un pugno di funzioni semplici che renderebbero gli spostamenti quotidiani molto meno frustranti. Non si parla di rivoluzioni tecnologiche o di intelligenza artificiale, ma di quattro dettagli pratici, roba a portata di mano, che Google potrebbe sistemare senza troppa fatica.
Il primo riguarda le segnalazioni in tempo reale. La forza di Waze è sempre stata la sua comunità: incidenti, oggetti sulla carreggiata, cantieri, pericoli di ogni tipo, tutto segnalato dagli utenti e confermato da altri utenti nel giro di pochi minuti. Google, che possiede entrambe le app, ha portato una parte di questo meccanismo dentro Google Maps, e dal 2024 mostra anche le segnalazioni provenienti direttamente da chi usa Waze. Un passo avanti sensato, perché l’osservazione umana in diretta tende a essere più precisa dei dati raccolti automaticamente dai dispositivi.
Google Maps: segnalazioni a metà e mappe offline nascoste
Il problema è che l’operazione sembra fatta col freno a mano tirato. Su Waze si segnalano buche, maltempo, praticamente qualsiasi cosa serva sapere mentre si è al volante. Su Google Maps il livello di dettaglio è molto più basso. Che l’app eviti il rerouting aggressivo tipico di Waze ha una sua logica, ma non si capisce perché debba rinunciare anche alla ricchezza delle segnalazioni.
Capitolo mappe offline, dove la situazione è quasi paradossale. La funzione esiste da anni, ma è sepolta in un punto che moltissimi utenti non trovano mai. Quando si cerca un luogo, compare la scheda con Indicazioni, Avvia, Condividi, Salva e altre voci. Il pulsante per scaricare la mappa offline non c’è. Bisogna scorrere verso sinistra sulla scheda per far apparire il tasto “Altro”, e solo lì dentro si trova quello che serve. Non è colpa di chi non lo sa: è semplicemente nascosto male.
Servirebbe un pulsante dedicato, visibile subito, senza swipe da indovinare. E anche la pagina dedicata alle mappe offline andrebbe ripensata, perché costringere a disegnare un rettangolo sulla mappa è un metodo poco pratico. Una barra di ricerca per digitare direttamente il nome della zona da scaricare avrebbe molto più senso.
Bloccare il percorso e pianificare davvero i viaggi
Terzo punto dolente: il rerouting automatico. Android vive di flessibilità, ma alcune app di Google non seguono la stessa filosofia. Su Google Maps non esiste un modo per dire all’app “questo è il percorso, non toccarlo”. Il ricalcolo è meno invadente rispetto a Waze, però capita spesso che la cosiddetta strada più veloce faccia arrivare più tardi, e le lamentele su questo fronte non mancano. Un’opzione per disattivare il ricalcolo automatico, o un vero lucchetto sul percorso scelto, risolverebbe la questione in un attimo.
Difficile però che arrivi presto. Introdurre un blocco del percorso equivarrebbe ad ammettere che il sistema di rerouting non funziona sempre come dovrebbe, e la strada più probabile è che Google preferisca perfezionare l’algoritmo. Nel frattempo l’unico trucco è aggiungere tappe intermedie per costringere l’app a seguire la direzione desiderata.
Infine la pianificazione dei viaggi. Impostare un orario di partenza o di arrivo su Google Maps è possibile, ma il risultato è spartano: traffico generico e tempo stimato di percorrenza. Nulla che aiuti davvero a capire quale sia il momento migliore per mettersi in strada. Waze, al contrario, analizza gli andamenti del traffico, indica la finestra oraria più conveniente e mostra i tempi di arrivo previsti per diverse partenze, il tutto con un’interfaccia più diretta.
Resta il fatto che Google Maps viene usato ogni giorno anche da chi guida con Waze, per funzioni che altrove non esistono: gli Orari di punta prima di andare in un posto sconosciuto, le Recensioni, che grazie al numero enorme di utenti danno il quadro più affidabile su un locale o un’attrazione, e la Cronologia dei luoghi, criticata da molti per la privacy ma apprezzata da chi ama ripercorrere i posti visitati negli anni.
Fonte: TecnoAndroid








