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Muse by Meta supera ChatGPT e guida l’App Store USA

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Il primo posto tra le app gratuite per iPhone negli Stati Uniti adesso porta il nome di Muse by Meta, l’agente di intelligenza artificiale lanciato da Meta che ha spinto ChatGPT giù dal gradino più alto della classifica. Un cambio di guardia che arriva nel giro di poche settimane, perché l’app è disponibile solo da questo mese e ha già superato il prodotto di OpenAI, fino a ieri praticamente intoccabile nella parte alta dei download.

Il dettaglio interessante riguarda proprio il modo in cui è avvenuta la scalata. Non si tratta del classico picco del giorno di lancio, quello gonfiato dalla curiosità iniziale e destinato a sgonfiarsi in fretta. Muse è in circolazione da un paio di settimane e le nuove installazioni stanno continuando a crescere, segno che il passaparola sta funzionando e che il traffico verso l’app non si è fermato dopo le prime ore.

A questo si aggiunge un passaggio avvenuto appena il giorno prima del sorpasso, quando Meta ha allargato la disponibilità di Muse anche al Mac. La versione desktop, però, non contribuisce in alcun modo al posizionamento nelle classifiche dell’App Store, dato che il download avviene direttamente dal web e non passa dallo store di Apple. Il primato su iPhone, quindi, è tutto merito del mobile.

Muse by Meta: due strade diverse per gli agenti AI

La corsa agli agenti AI si sta dividendo in due filosofie abbastanza distanti tra loro. Da un lato ci sono OpenAI e Anthropic, che hanno scelto di innestare le funzioni agentiche dentro le applicazioni che già avevano, senza cambiare il contenitore. Dall’altro lato si muovono Meta e SpaceXAI, che negli ultimi tempi hanno preso una direzione differente e più sfacciata.

Muse by Meta e Grok Bot di SpaceXAI, infatti, trasformano i flussi di lavoro degli agenti in qualcosa che somiglia molto a una conversazione informale in chat. Gli agenti smettono di essere strumenti astratti e assumono ruoli da personaggio, con un’identità riconoscibile e un aspetto proprio. Meno pannello di controllo, più messaggistica quotidiana. È una scelta che abbassa la barriera d’ingresso per chi non ha voglia di imparare come si configura un assistente automatico, e i numeri sull’App Store suggeriscono che la formula sta pagando.

Apple entra in campo con Siri AI

Nel frattempo Apple ha portato al pubblico Siri AI, la nuova versione dell’assistente che arriva insieme ai rilasci software di OS 27. L’integrazione copre iPhone, iPad, Mac e Apple Watch, quindi l’intero ecosistema, e comprende anche un’applicazione di chat dedicata, un formato che fino a poco tempo fa sembrava estraneo alle abitudini di Cupertino.

La differenza rispetto ai concorrenti sta nella capacità di agire sul sistema. Il nuovo Siri può eseguire azioni concrete sul dispositivo, per esempio modificare le foto, e sa usare i contenuti visualizzati sullo schermo come contesto per capire meglio le richieste. In pratica non risponde soltanto, ma interviene su ciò che l’utente ha davanti in quel momento.

Il quadro che ne esce è quello di un mercato dove il vantaggio accumulato da ChatGPT non basta più a garantire la prima posizione. Meta è riuscita a inserirsi con un’app nata poche settimane fa, Apple si presenta con l’arma dell’integrazione di sistema e SpaceXAI insiste sulla strada degli agenti dal volto umano. La classifica delle app gratuite per iPhone, in questo momento, racconta una fotografia diversa da quella di appena un mese fa.

Fonte: TecnoAndroid

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