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Superpose, l’app iPhone che suggerisce la posa prima dello scatto

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Chi si è trovato almeno una volta davanti a un obiettivo senza sapere dove mettere le mani sa bene quanto sia scomodo il momento dello scatto, e proprio qui prova a inserirsi l’AI che suggerisce come mettersi in posa prima ancora di premere il pulsante. L’idea arriva da Superpose, una nuova app per iPhone sviluppata da due ex dipendenti di TikTok, Melody Chu e Jing Liu, che sposta l’intelligenza artificiale dalla fase di ritocco a quella che viene prima, cioè la costruzione dell’inquadratura. Non più soltanto filtri e correzioni a posteriori, ma un aiuto concreto nel momento in cui la foto deve ancora nascere.

Il meccanismo è tutto sommato immediato. Si scatta un selfie oppure una foto a un’altra persona, e a quel punto l’app genera quattro pose alternative elaborate dall’intelligenza artificiale. Da lì le strade sono due: salvare le immagini proposte come riferimento, oppure affidarsi alla funzione Match Pose, pensata per riprodurre in tempo reale la posizione suggerita all’interno dell’inquadratura. Una specie di guida visiva sovrapposta allo schermo, che accompagna il soggetto mentre cerca di replicare quello che l’algoritmo ha immaginato.

Quando l’algoritmo esagera con la posa

Il risultato, va detto, non è sempre impeccabile. Alcune delle pose generate risultano eccessive, altre poco naturali, con quell’aria leggermente artificiale che tradisce l’origine sintetica del suggerimento. È la stessa Chu ad ammettere che certe generazioni appaiono ancora dubbie, un’onestà rara in questo tipo di lanci. Il team, però, sostiene di essere già al lavoro per limare il problema, puntando su due direzioni precise: una maggiore personalizzazione dei risultati e suggerimenti più diretti durante la fase di inquadratura, quindi meno proposte astratte e più indicazioni utili nel momento esatto in cui servono.

Al momento Superpose è disponibile soltanto su iPhone, mentre su Android non c’è ancora traccia dell’app. Una scelta che segue una logica piuttosto classica per progetti nati da team piccoli, che preferiscono partire da una sola piattaforma e capire come risponde il pubblico prima di allargare il tiro.

Un settore che si sta riempiendo in fretta

L’app non nasce in un vuoto. Il filone della fotografia assistita dall’intelligenza artificiale sta diventando sempre più affollato, e i nomi grossi si stanno già muovendo da tempo. Google ha introdotto Guida fotografica sui Pixel, uno strumento che suggerisce composizione e inquadratura direttamente dal software della fotocamera, senza bisogno di applicazioni di terze parti. Adobe, dal canto suo, sta sperimentando soluzioni capaci di analizzare uno scatto e proporre modifiche mirate, sempre con l’obiettivo di accorciare la distanza tra chi la fotografia la mastica e chi invece si limita a puntare e sperare.

La differenza sostanziale sta nell’approccio. Gli strumenti dei grandi produttori tendono a ragionare sulla scena, sulle linee, sull’orizzonte storto, su tutto quello che riguarda l’immagine nel suo insieme. Superpose invece si concentra sul soggetto umano, su braccia, spalle, postura, cioè su quella componente che spesso rovina una foto altrimenti corretta. Un dettaglio che nella pratica quotidiana pesa parecchio, perché la maggior parte degli scatti che finiscono sui social ha una persona al centro.

Fonte: TecnoAndroid

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