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Il guardaroba digitale di Google Foto arriva finalmente anche su iPhone, dopo mesi in cui era rimasto un’esclusiva del mondo Android. L’annuncio riguarda per ora tre mercati, Stati Uniti, India e Brasile, e porta dentro l’app una sezione che raccoglie automaticamente i capi di abbigliamento presenti nella libreria personale, li organizza e permette di combinarli tra loro come se fossero appesi in un armadio virtuale.
La funzione non è nuovissima sulla carta. Era stata presentata ad aprile, ma chi usava un iPhone era rimasto a guardare. Adesso il Wardrobe, cioè il guardaroba, compare anche nella versione iOS dell’app, con le stesse logiche viste finora altrove. Il meccanismo si appoggia all’intelligenza artificiale, che scandaglia le foto salvate e ne estrae i vestiti indossati o fotografati, separandoli dal contesto dell’immagine originale.
Come funziona il guardaroba dentro Google Foto
La nuova area si trova nella scheda Collezioni, dove appare una voce dedicata proprio al guardaroba. Da lì i capi vengono mostrati raggruppati, con la possibilità di filtrarli per categorie specifiche, per esempio i capi sopra oppure quelli sotto, quindi magliette e camicie da una parte, pantaloni e gonne dall’altra. Un modo abbastanza immediato per ritrovare quel maglione comprato l’inverno scorso senza dover scorrere a ritroso centinaia di scatti. La parte più interessante riguarda la composizione degli outfit. I singoli pezzi possono essere accostati liberamente, mescolati, provati in abbinamenti diversi. E c’è anche la prova virtuale, che consente di vedere come stanno addosso i capi selezionati senza doverli indossare davvero. Una volta creato l’abbinamento, il risultato può essere condiviso con amici oppure salvato in una moodboard, cioè una bacheca di ispirazioni da consultare in un secondo momento.
Il funzionamento è pensato per essere quasi automatico. Non serve caricare manualmente ogni foto o ritagliare i vestiti uno per uno, perché è il sistema a riconoscerli e a catalogarli. Chi ha una libreria fotografica corposa si ritrova quindi un archivio già popolato, costruito sulle immagini accumulate negli anni.
Disponibilità limitata e le novità per Remix
Al momento l’accesso resta circoscritto ai tre paesi citati, quindi Stati Uniti, India e Brasile. Nessuna indicazione su un’espansione ad altri mercati, il che significa che in Italia la funzione non è ancora utilizzabile. Una dinamica piuttosto tipica per le novità legate all’intelligenza artificiale, che Google tende a distribuire per fasi, partendo da bacini di utenza ampi e con caratteristiche diverse tra loro.
Insieme al guardaroba arriva anche un altro aggiornamento per l’app. Remix, la funzione che sfrutta l’intelligenza artificiale per trasformare le immagini applicando stili e rielaborazioni, si arricchisce di 15 nuovi modelli. Un ampliamento della libreria di template che va nella stessa direzione delle altre aggiunte recenti, ovvero rendere l’app qualcosa di più di un semplice contenitore di ricordi.
L’idea di fondo è abbastanza chiara. Le foto salvate contengono una quantità enorme di informazioni che restano inutilizzate, e il guardaroba è uno dei modi con cui Google prova a tirarle fuori. Un archivio di vestiti costruito senza che l’utente faccia nulla di particolare, se non continuare a scattare come ha sempre fatto.
Per chi usa iPhone, l’arrivo della funzione segna anche un riallineamento tra le due piattaforme. Il divario tra la versione Android e quella iOS di Google Foto si era fatto sentire negli ultimi mesi, con diverse novità introdotte prima sul sistema di casa e solo dopo sull’app per iPhone. Il guardaroba digitale segue esattamente quello stesso percorso, con circa cinque mesi di distanza tra il debutto e lo sbarco su iOS.
Fonte: TecnoAndroid








