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Lexus e MSCHF trasformano due SUV in sculture: uno è un cerchio

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Due SUV Lexus trasformati in sculture, uno piegato fino a diventare quasi un cerchio perfetto e l’altro attorcigliato come un asciugamano strizzato. Sembra un’immagine uscita da un sogno un po’ strano, invece è il risultato concreto della collaborazione tra Lexus e MSCHF, che hanno dato forma reale a qualcosa che somiglia in tutto e per tutto a un errore grafico. Parliamo di due auto dal valore di oltre 130.000 euro, impossibili da ignorare, dietro le quali però si nasconde molto più di una provocazione estetica. Il marchio giapponese vuole lanciare un messaggio preciso, rivolto non soltanto ai propri clienti ma a chiunque.

Lexus e MSCHF: un progetto chiamato MOTOMORPHOSIS

Da molti anni i prototipi servono a immaginare le auto di domani, e continuano a farlo. Alcuni anticipano tecnologie, altri esplorano design irrealizzabili, altri ancora vogliono semplicemente rompere le regole del proprio tempo. Mettere insieme tutte e tre le cose è raro, ed è proprio quello che ha fatto la casa giapponese. Invece di immaginare l’automobile del futuro, ha deciso di trasformare quella attuale in una scultura.

Si tratta di due SUV elettrificati che danno l’impressione di essere il frutto di un bug in un programma 3D, ma sono stati realizzati così di proposito. Il primo è stato ripiegato su sé stesso fino a chiudersi quasi a cerchio, mentre il secondo appare avvitato lungo tutta la carrozzeria, come se qualcuno avesse afferrato il veicolo alle due estremità e lo avesse ruotato fino a deformarlo.

Sono auto vere e fanno parte del progetto MOTOMORPHOSIS, nato dall’incontro tra Lexus e MSCHF, il collettivo artistico newyorkese dietro ad alcune delle trovate più stravaganti degli ultimi anni. Tra queste ci sono le celebri Big Red Boots e le discusse Satan Shoes, diventate virali in pochissimo tempo.

Dal software alla realtà

L’idea, per quanto surreale, parte da un concetto molto semplice, cioè portare nel mondo fisico le trasformazioni che di solito esistono soltanto dentro i programmi di progettazione digitale. In software come Blender, Maya o Cinema 4D è normale usare strumenti che piegano, allungano o torcono qualsiasi oggetto con pochi clic. Così una vettura può diventare una spirale o richiudersi su sé stessa nel giro di qualche secondo.

Lexus e MSCHF si sono chiesti cosa succederebbe se quelle deformazioni smettessero di essere virtuali. E hanno trovato la risposta prendendo due SUV Lexus elettrificati e trasformandoli in sculture a grandezza naturale.

La prima opera si chiama Cicle Car ed è una Lexus RZ 450e completamente elettrica, stirata e deformata al punto che il frontale e la coda sembrano toccarsi, dando vita a una sorta di anello continuo. Il veicolo trasmette l’idea di essere condannato a girare in eterno attorno a sé stesso. La seconda è Twisted Car, una Lexus RX 450h+ ibrida plug in, attorcigliata proprio come suggerisce il nome.

Migliaia di pezzi e una riflessione sulla creatività

Su entrambi i modelli sono stati lasciati abbastanza dettagli originali da permettere di riconoscerli al primo sguardo, ed è proprio qui che sta l’effetto, quella piccola magia che il costruttore voleva trasmettere. Il lavoro fisico dietro le due installazioni è notevole. Le sculture sono state costruite con migliaia di pezzi singoli, strutture interne in acciaio e numerosi componenti provenienti dalle vetture originali.

Non si parla di modellini né di riproduzioni in scala ridotta ma di oggetti a dimensione reale ricavati da automobili autentiche. Il perché di tutto questo lo spiega la stessa Lexus, che presenta il progetto come una riflessione sulla creatività nell’epoca dell’elettrificazione. Anziché parlare di autonomia, batterie o prestazioni, l’azienda prova a esplorare un’altra questione, ovvero quali nuove possibilità può aprire la tecnologia quando diventa uno strumento di espressione.

Fonte: TecnoAndroid

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