Google Health ha finalmente sistemato una faccenda che teneva sulle spine parecchi possessori di indossabili Fitbit su iPhone. La versione dell’app arrivata a maggio si è aggiornata su iOS e porta con sé la funzione che in molti aspettavano da anni, ovvero la sincronizzazione completa dei dati sanitari con Apple Salute, l’hub che il sistema operativo di Cupertino usa per raccogliere tutto ciò che riguarda il benessere fisico.
Chi utilizzava un dispositivo Fitbit con un telefono Apple sapeva bene quanto fosse frustrante la situazione precedente. Fino a poco fa il flusso di informazioni funzionava a senso unico. In pratica Google Health riusciva a leggere e importare i dati già presenti su Salute, ma non poteva fare il contrario. Tutto ciò che l’indossabile registrava rimaneva chiuso dentro l’app di Google, senza mai finire nell’archivio centralizzato di iOS. Un limite che, a conti fatti, rendeva l’integrazione zoppa.
Cosa cambia con la nuova versione
Con la release 5.05, rilasciata nelle scorse ore, la storia prende una piega diversa. Adesso Google Health può anche scrivere su Salute, non solo leggere. Vuol dire che tutti i dati raccolti dagli indossabili collegati vengono trasferiti verso l’ecosistema Apple senza intoppi. I dispositivi Fitbit diventano così davvero compatibili con l’ambiente iOS, cosa che mancava da oltre 10 anni.
In concreto parliamo di allenamenti, monitoraggio del sonno, conteggio dei passi e qualunque altra rilevazione di questo tipo. Tutte queste informazioni ora sono accessibili a ogni app, dispositivo o servizio che supporta HealthKit, il framework di Apple pensato proprio per far dialogare tra loro i vari strumenti dedicati alla salute. Chi ad esempio usa altre applicazioni per tenere sotto controllo l’attività fisica troverà finalmente i dati Fitbit al loro posto, senza doversi affidare a soluzioni improvvisate o a export manuali.
Non solo sincronizzazione
L’aggiornamento non si ferma qui. Insieme alla sincronizzazione completa arriva anche la possibilità di inviare gli Smart Health Link. Si tratta di collegamenti che contengono informazioni mediche e che possono essere condivisi con altre persone. Chi li riceve, che sia un medico o un familiare, può consultare quei dati in base a ciò che l’utente ha deciso di rendere visibile.
È una funzione che aggiunge un tassello interessante sul fronte della condivisione, soprattutto per chi ha bisogno di far arrivare rapidamente il proprio quadro sanitario a un operatore sanitario. Il controllo resta comunque nelle mani di chi possiede i dati, che sceglie cosa mostrare e a chi. Nulla viene condiviso in automatico senza il consenso esplicito.
Per chi ha investito in un braccialetto o smartwatch Fitbit e allo stesso tempo utilizza un iPhone, questo aggiornamento chiude finalmente un cerchio rimasto aperto troppo a lungo. La sensazione è quella di due mondi, quello di Google e quello di Apple, che dopo anni di convivenza forzata iniziano a parlarsi in modo un po’ più fluido, almeno per quanto riguarda il capitolo salute.










