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Siri AI, il costo nascosto che potrebbe pesare sugli utenti Apple

Le parole scelte con cura da Tim Cook durante l’ultima chiamata sui risultati finanziari hanno acceso più di un dubbio su quanto potrebbe costare davvero un uso intenso di Siri AI. Il concetto di fondo era già chiaro da tempo, cioè che nessuno avrebbe potuto sfruttare all’infinito le funzioni di intelligenza artificiale senza mettere mano al portafoglio in qualche modo. Ma la vaghezza del CEO uscente di Apple lascia intuire qualcosa di meno piacevole di quanto si sperasse.

Il punto di partenza è noto. Apple punta a far girare quanta più elaborazione possibile direttamente sul dispositivo, una scelta che protegge la privacy degli utenti e allo stesso tempo permette all’azienda di risparmiare sui costi dei server. Ci sono però operazioni che devono passare per i server di Private Cloud Compute, e altre ancora che richiedono l’uso dell’infrastruttura di Google Gemini. Tutto questo traffico costa, e proprio per questo sembrava scontato che Apple avrebbe applicato la stessa logica freemium usata da chi già offre chatbot in giro. Uso gratuito limitato, e per chi vuole spingere sull’acceleratore un abbonamento mensile.

Siri AI: cosa cambia con l’ipotesi del costo aggiuntivo

Fino a poco tempo fa si dava quasi per certo che l’accesso a Siri AI sarebbe stato legato a un abbonamento a iCloud+, con limiti d’uso magari agganciati al piano scelto. Un piano da 50GB con una soglia, uno da 200GB con una più generosa, e il taglio da 2TB con margini ancora maggiori. In pratica molti si sarebbero ritrovati un uso più intenso incluso nel pacchetto iCloud+ già pagato, senza spese extra.

Poi è arrivata la domanda di Goldman Sachs, che chiedeva come l’uso di Apple Intelligence nella beta aperta stesse influenzando i ragionamenti sui costi di elaborazione e sulla possibilità di recuperarli tramite iCloud+. La risposta di Cook è andata oltre il semplice riferimento all’abbonamento. Ha ammesso che è ancora presto e che non esiste un piano definitivo. Ha però aggiunto che ci saranno persone desiderose di usarlo tanto, e che quindi verrà offerta una qualche forma di upgrade su iCloud+, con la possibilità di salire di livello e poi vedere come reagisce il pubblico.

Una lettura possibile di queste parole è che l’uso pesante di Siri AI non richiederà solo un abbonamento a iCloud+, ma anche un costo extra da aggiungere. In altre parole, l’abbonamento non darebbe automaticamente limiti più alti, ma solo la possibilità di comprare un pacchetto aggiuntivo per alzarli. Il linguaggio resta ambiguo, quindi il significato potrebbe anche essere diverso. Ma se Cook avesse voluto dire semplicemente che i limiti più generosi arrivano con l’abbonamento, probabilmente lo avrebbe detto in modo più diretto. È proprio quella vaghezza a far pensare che la notizia possa non essere delle migliori, o quantomeno che l’azienda stia ancora valutando la strada dell’add-on.

Va detto che tutto questo conta poco finché non si capisce quanto realmente si userà Siri AI e a che punto si arriverà a toccare i limiti. Potrebbe darsi che, anche se i sospetti fossero fondati, la cosa non toccherebbe la maggior parte degli utenti Apple. Prendendo però come riferimento i chatbot già in circolazione, chi li ha trovati utili per qualcosa in più di un compito occasionale ha quasi sempre finito per sottoscrivere un abbonamento.

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