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Pressure: Scott e Fraser sfidano il meteo del D-Day

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Chi ha una passione per la storia e per il cinema di guerra ha un motivo in più per andare in sala, perché Pressure arriverà nelle sale e porterà con sé uno dei confronti attoriali più intensi dell’anno, quello tra Andrew Scott e Brendan Fraser. Il film, diretto da Anthony Maras, racconta un pezzo della Seconda guerra mondiale che di solito finisce nelle note a margine dei libri di storia e lo fa con una tensione da thriller.

La storia parte da un dettaglio apparentemente minore e invece decisivo, ovvero il ruolo dei meteorologi nella scelta del momento esatto dello sbarco in Normandia. Mancano 72 ore al D Day, tutto è pronto, uomini, navi, piani operativi, tranne un elemento che nessuno può controllare, il tempo atmosferico sulla Gran Bretagna.

Settantadue ore per decidere le sorti della guerra

Il capo dei meteorologi britannici, James Stagg, si trova a dover formulare la previsione più importante della storia e mentre lo fa si ritrova dentro un braccio di ferro durissimo con l’intero comando alleato. Le condizioni meteo avverse rischiano di mandare a fondo la più grande invasione marittima mai tentata, ma ogni rinvio aumenta il pericolo che i servizi segreti tedeschi capiscano cosa sta per succedere. La decisione finale spetta al comandante supremo delle forze alleate, Dwight D. Eisenhower, che può contare soltanto sulla persona di cui si fida davvero, la capitana Kay Summersby. Poche ore, pochissimi margini, e in gioco il destino del conflitto insieme alla vita di milioni di persone.

Pressure è l’adattamento dell’omonima opera teatrale scritta da David Haig, che qui firma anche la sceneggiatura insieme al regista Maras. Accanto ad Andrew Scott e Brendan Fraser si muove un cast di prim’ordine, con Kerry Condon, Damian Lewis, Henry Ashton, Chris Messina, Con O’Neill e Tamsin Topolski. La durata è contenuta, 1 ora e 40 minuti, un formato asciutto che si sposa bene con la struttura a orologeria della vicenda.

Perché andare a vederlo

Il punto di forza di Pressure sta proprio in questo intreccio tra dato scientifico e responsabilità politica, un terreno dove il film di Anthony Maras lavora più sulla pressione psicologica che sull’azione. Da una parte un meteorologo che difende i propri numeri, dall’altra generali abituati a comandare e non a farsi dire che il cielo non collabora. Il duello tra Andrew Scott e Brendan Fraser nasce esattamente lì, in quella stanza dove una previsione sbagliata avrebbe cambiato il corso del Novecento.

Fonte: TecnoAndroid

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