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Farnesina, attacco hacker contenuto: controlli sulle ambasciate

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Un attacco informatico ha colpito il sito del Ministero degli Affari Esteri a partire dalla mattina dell’8 ottobre. Dalla Farnesina però arrivano notizie rassicuranti, perché i sistemi di protezione sarebbero riusciti fino a questo momento a contenere l’offensiva in modo efficace. Nessun disservizio, almeno stando a quanto comunicato ufficialmente, e il portale istituzionale ha continuato a funzionare senza interruzioni visibili per chi lo consultava.

Si tratta di una precisazione tutt’altro che secondaria. Quando un’istituzione di questo peso finisce nel mirino, la prima preoccupazione riguarda proprio la continuità dei servizi offerti a cittadini e imprese, e in questo caso le difese hanno retto. Il che non significa che la vicenda sia chiusa, visto che l’azione ostile risultava ancora in corso nelle ore successive all’inizio dell’assalto.

Il monitoraggio si estende ad ambasciate e consolati

Il Ministero sta seguendo l’evolversi della situazione in stretta collaborazione con il Polo Strategico Nazionale e con le autorità competenti in materia di sicurezza. Non si tratta solo di difendere il sito principale. I controlli sono stati allargati anche alle pagine web delle ambasciate e dei consolati italiani sparsi nel mondo, con un obiettivo molto preciso: capire se tentativi simili siano già in atto oppure possano verificarsi a breve contro l’intera rete diplomatica e consolare.

La scelta di ampliare il perimetro delle verifiche è comprensibile. Le sedi all’estero rappresentano un punto di riferimento fondamentale per gli italiani che vivono o viaggiano fuori dai confini nazionali, e un eventuale blocco dei loro canali digitali avrebbe conseguenze concrete su pratiche, informazioni e assistenza. Per ora comunque non sono arrivate segnalazioni di problemi su queste piattaforme.

C’è poi un aspetto che rimane avvolto nell’incertezza. Al momento la Farnesina non ha fornito dettagli sulla natura tecnica esatta dell’attacco hacker e non ha indicato possibili responsabili. Nessuna attribuzione ufficiale quindi, e nessuna informazione sul tipo di tecnica utilizzata per colpire i sistemi del dicastero.

I precedenti del gruppo filorusso NoName057(16)

Per inquadrare meglio quanto accaduto bisogna guardare al contesto generale, segnato da un’attenzione sempre maggiore verso le minacce digitali rivolte alla diplomazia italiana. Non è la prima volta infatti che gli apparati legati alla politica estera del Paese diventano un bersaglio.

In passato il collettivo filorusso NoName057(16) aveva rivendicato una serie di attacchi DDoS diretti contro sedi del Ministero degli Esteri e contro obiettivi collegati alle Olimpiadi invernali. Questo genere di offensiva punta in sostanza a sommergere un sito con una mole enorme di richieste, fino a renderlo lento o del tutto irraggiungibile. In quella circostanza il ministro Antonio Tajani era intervenuto senza giri di parole, parlando apertamente di azioni di matrice russa.

Il richiamo a quegli episodi viene spontaneo, ma va maneggiato con cautela. Ad oggi non sono emersi elementi in grado di stabilire un legame tra quella campagna e l’attacco informatico registrato contro il Ministero degli Affari Esteri in queste ore.

Fonte: TecnoAndroid

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