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Un camion a guida autonoma senza cabina circola ormai regolarmente sulle strade pubbliche tedesche, e non si tratta di un test chiuso dentro un’area recintata: il mezzo firmato Einride lavora ogni giorno per Lidl, spostando merci tra un centro di distribuzione e un punto vendita al dettaglio. Niente posto di guida, niente volante, niente autista seduto davanti. Solo un guscio squadrato che si muove da solo, mentre il controllo, quando serve, arriva da remoto.
Einride AB è una società svedese di trasporti con sede a Stoccolma, specializzata in veicoli elettrici e autonomi. L’idea portante è semplice da spiegare e molto meno semplice da realizzare: se il conducente non deve stare a bordo, la cabina diventa spazio sprecato. Da qui la scelta di eliminarla del tutto e di affidare la supervisione a operatori che seguono il mezzo a distanza. L’occasione per il debutto operativo è stata l’apertura di una nuova catena di supermercati, con il primo esemplare della Casa svedese messo in servizio regolare in Germania.
Come funziona l’Einride Pod nella logistica quotidiana
Il veicolo è classificato come guida autonoma di livello 4 e viaggia grazie a un permesso ufficiale rilasciato dall’Autorità federale tedesca per i trasporti automobilistici, il KBA. È la prima autorizzazione di questo tipo concessa nel Paese, ed è arrivata solo dopo una specifica procedura di validazione della sicurezza condotta in condizioni stradali reali, quindi con traffico, meteo e imprevisti veri.
Il dettaglio che fa la differenza rispetto a tanti progetti pilota visti finora riguarda l’equipaggio: a bordo non c’è nessuno. Né un conducente umano pronto a riprendere il comando, né un addetto alla sicurezza con il piede sospeso sopra il freno. L’Einride Pod opera nella logistica di tutti i giorni, sulla stessa tratta, con la ripetitività che rende un percorso adatto a essere automatizzato.
Le due aziende hanno spiegato che l’obiettivo è duplice. Da un lato affrontare la carenza di autisti commerciali, che in diversi Paesi ha assunto i contorni di una vera emorragia di personale. Dall’altro rendere più affidabile la catena di approvvigionamento, riducendo i punti in cui qualcosa può rompersi. Sono già in corso valutazioni per estendere l’esperienza ad altre divisioni del Gruppo Schwarz, la società madre di Lidl.
Dal software alle flotte, il percorso di Einride
La storia dell’azienda svedese non nasce con il camion senza cabina. Nel giugno 2020, quattro anni dopo la fondazione del marchio, Einride ha lanciato una piattaforma di mobilità merci: una suite software che analizza le reti di trasporto per capire quanto siano adatte a veicoli elettrici o autonomi e restituisce raccomandazioni concrete per l’implementazione. Un lavoro di scrivania, insomma, prima di quello su strada.
Sul fronte dell’autonomia energetica, il camion 100% elettrico di Einride copre circa 200 km con una batteria completamente carica. Numeri che spiegano bene la vocazione del mezzo: tratte definite, brevi, ripetute.
Poi sono arrivati gli accordi. Nell’ottobre 2021 l’intesa con General Electric Appliances per la prima flotta di camion elettrici autonomi. Nel 2022 l’investitore Maersk ha ordinato 300 camion di classe 8 tramite Einride, prodotti in California dal colosso cinese BYD. Successivamente la società ha ottenuto l’approvazione per far circolare i propri veicoli sulle strade americane.
La combinazione tra soluzione a guida autonoma e controllo remoto permette di gestire il mezzo a distanza anche in condizioni di traffico intenso, quando le variabili si moltiplicano e la reattività conta. È esattamente lo scenario in cui un camion senza cabina deve dimostrare di saper stare in mezzo agli altri veicoli, dentro il flusso normale della circolazione, senza chiedere corsie dedicate o orari protetti.
Fonte: TecnoAndroid








