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Microsoft Copilot arriva su CarPlay: manca ancora Google Gemini

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Microsoft Copilot è arrivato su CarPlay, e con questo aggiornamento il gruppo di assistenti conversazionali utilizzabili al volante si allarga ancora. Chi possiede iPhone e collega il telefono al sistema di bordo si ritrova ormai con una scelta piuttosto ampia, mentre un nome grosso continua a mancare all’appello. Quel nome è Google Gemini, l’unico tra i chatbot di primo livello che per ora resta fuori dalla piattaforma automobilistica di Apple.

L’arrivo di Copilot coincide con una fase parecchio movimentata per CarPlay. Lunedì 14 settembre, insieme al rilascio ufficiale di iOS 27, debutterà anche la nuova Siri AI sotto forma di app dedicata, utilizzabile pure in auto. Attenzione però a un dettaglio non secondario: in Europa questa novità non arriverà, almeno non nell’immediato. E comunque, anche dove sarà disponibile, il debutto avverrà in versione beta con una distribuzione progressiva, quindi non tutti se la troveranno subito pronta all’uso.

Cosa serve per usare i chatbot in auto

Il requisito tecnico è chiaro e vale per tutta la categoria delle app conversazionali: bisogna avere almeno iOS 26.4, oppure una versione più recente. È la soglia minima fissata da Apple per permettere a questo tipo di applicazioni di girare sullo schermo dell’auto. Nel caso specifico di Microsoft, a quanto pare, non basta nemmeno quello, perché per sfruttare l’integrazione con CarPlay sembra necessario avere anche un abbonamento attivo.

Una volta collegata, l’app si comporta in modo abbastanza intelligente. Mostra infatti la cronologia delle chat sincronizzata dall’iPhone, thread testuali compresi. Tradotto: non si riparte da capo ogni volta che ci si siede al posto di guida, la conversazione può proseguire da dove era stata interrotta sul telefono. Un dettaglio piccolo ma che cambia parecchio l’esperienza quotidiana, soprattutto per chi usa questi strumenti come supporto durante gli spostamenti.

La lista completa degli assistenti disponibili

Con l’ingresso di Microsoft Copilot il quadro si è fatto denso. Gli assistenti AI utilizzabili su CarPlay oggi sono ChatGPT di OpenAI, Perplexity, Grok di xAI, Meta AI, Claude di Anthropic e appunto Copilot. A questi si aggiungerà la Siri rinnovata a partire dal 14 settembre con iOS 27, con i limiti geografici di cui sopra. Sei opzioni più l’assistente di casa Apple, insomma, un ventaglio che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile.

Il vuoto lasciato da Gemini a questo punto salta all’occhio. Google non ha ancora annunciato nulla riguardo al supporto per la piattaforma di Apple, e il silenzio comincia a pesare. Perché non si tratta di un’azienda in difficoltà sul fronte della distribuzione: Gemini è già sbarcato su Windows e l’integrazione dentro l’ecosistema Android è sempre più profonda, con l’assistente che ormai sostituisce progressivamente le vecchie funzioni di Google Assistant sui telefoni.

Messe insieme, queste circostanze portano a una lettura abbastanza logica. L’assenza da CarPlay somiglia più a una scelta strategica che a un ostacolo tecnico. Google ha la sua piattaforma per l’auto, ha i suoi accordi con le case automobilistiche, e portare il proprio assistente dentro il sistema di un concorrente diretto significa rinunciare a una leva competitiva non da poco. Non è un’ipotesi campata per aria, considerando quanto lo scontro tra i due ecosistemi si stia spostando proprio sul terreno dell’intelligenza artificiale.

Per gli utenti iPhone, intanto, il risultato pratico è che l’auto sta diventando un terreno di sperimentazione per gli assistenti vocali evoluti. Fino a poco tempo fa l’unica voce che rispondeva al volante era quella di Siri, spesso con risultati altalenanti. Adesso la concorrenza è arrivata anche lì, e ciascuno può scegliere quale chatbot portarsi dietro durante gli spostamenti, con l’unico limite di dover aggiornare il telefono almeno a iOS 26.4 e, in certi casi, di dover mettere mano al portafoglio per l’abbonamento.

Fonte: TecnoAndroid

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