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DAZN Full Mobile a 19,99 euro, l’abbonamento solo per smartphone

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Chi guarda le partite dal telefono ha ora un piano pensato esattamente per quel tipo di abitudine, perché DAZN Full Mobile arriva a 19,99 euro al mese e mette un vincolo molto chiaro sul tavolo: si vede tutto, ma solo dallo smartphone. Nessun altro dispositivo è ammesso, e questo è il punto che cambia tutto rispetto agli abbonamenti a cui il pubblico è abituato.

La logica è semplice da capire, anche per chi non ha voglia di leggere le condizioni contrattuali riga per riga. Il piano Full Mobile non è una versione ridotta del catalogo, è una versione ridotta dei modi in cui quel catalogo può essere consumato. Il telefono diventa lo schermo unico, l’unica finestra possibile. Fuori i televisori, fuori i computer, e soprattutto fuori i tablet, che pure sono dispositivi mobili ma non rientrano nel perimetro previsto.

Cosa resta escluso dal nuovo piano DAZN Full Mobile

Il dettaglio che vale la pena sottolineare riguarda casting e mirroring, cioè le due strade che normalmente permettono di spostare il flusso video dal telefono a uno schermo più grande. Non funzionano. Chi pensava di aggirare il limite collegando lo smartphone al televisore di casa e godersi la partita sul pannello da salotto deve mettere via l’idea, perché la funzione non è disponibile su questo tipo di abbonamento DAZN. Non è una limitazione tecnica improvvisata, è la condizione stessa che definisce il prodotto.

Anche l’esclusione dei tablet merita una riflessione, perché è la scelta meno intuitiva del pacchetto. Molti considerano il tablet un’estensione naturale del telefono, uno schermo più comodo per seguire un incontro in treno o sul divano. Su Full Mobile questa possibilità non c’è. Lo smartphone e nient’altro, senza vie di mezzo e senza eccezioni da negoziare con l’assistenza clienti.

Nessun vincolo annuale, solo mensile

C’è però un aspetto che compensa parecchio la rigidità sui dispositivi, e riguarda la durata. Non esiste impegno annuale, non c’è una firma che lega l’utente per dodici mesi con la penale in agguato se si cambia idea a metà stagione. Il piano si sottoscrive su base mensile, e questo lo rende una formula molto più flessibile di quanto il prezzo da solo possa suggerire. Chi vuole seguire un periodo specifico del calendario sportivo, magari le settimane più dense di appuntamenti, può attivarlo e poi lasciarlo andare senza portarsi dietro un contratto lungo.

Questa combinazione, prezzo fisso a 19,99 euro al mese e libertà di uscire quando si vuole, disegna un profilo di utente abbastanza preciso. Non è la famiglia che si raduna davanti al televisore la domenica pomeriggio, quella ha bisogno di altro. È piuttosto chi vive lo sport in movimento, chi guarda in cuffia mentre torna a casa, chi consuma contenuti nei ritagli di tempo e non ha nessun interesse a pagare per funzioni che non userebbe mai.

Il posizionamento di DAZN con questa mossa si legge quindi in modo lineare. La piattaforma segmenta l’offerta non tanto sui contenuti quanto sull’esperienza d’uso, riconoscendo che esiste una fetta di pubblico per cui lo schermo grande è irrilevante. A quel pubblico viene proposto un accesso mobile puro, senza estensioni e senza scorciatoie, in cambio di una struttura contrattuale leggera che non chiede fedeltà di lungo periodo.

Resta il fatto che la parola chiave di questo piano è la parola mobile, intesa nel senso più letterale possibile. Ogni tentativo di allargare la visione oltre il palmo della mano si scontra con un limite scritto nero su bianco, e chi sottoscrive Full Mobile accetta esattamente quel patto: tutti i contenuti disponibili, un solo schermo su cui vederli, 19,99 euro al mese e la possibilità di chiudere il rubinetto alla fine di ogni ciclo di fatturazione.

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