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La fine di Oak Street: il finale spiegato senza giri di parole

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Chi è uscito dalla sala con più domande che risposte dopo La fine di Oak Street può stare tranquillo, perché il finale è confuso per scelta, non per distrazione dello spettatore. Il film diretto da David Robert Mitchell, lo stesso di It Follows, prende due ingredienti che raramente convivono, i dinosauri e i viaggi nel tempo, e li mescola senza mai fermarsi a spiegare per filo e per segno la meccanica della faccenda. Da qui in avanti si parla di spoiler pesanti, quindi chi non ha ancora visto il film farebbe bene a fermarsi.

Il contesto aiuta a capire l’operazione. I rettili giganti al cinema vivono da tempo una fase opaca, con l’eccezione delle sequel obbligate della saga di Parco Giurassico e di Jurassic World, e il grande pubblico sembra averli messi da parte. Mitchell ci ha provato lo stesso, puntando su un’avventura di stampo classico uscita il 14 agosto 2026, novanta minuti abbondanti (1 ora e 40 per la precisione) con Anne Hathaway, Ewan McGregor e Maisy Stella davanti alla macchina da presa. I giudizi si sono assestati su un 3,9 da parte della critica e un 3,2 da parte degli utenti, con una media complessiva di 3,5.

Il loop temporale del finale di La fine di Oak Street, spiegato senza giri di parole

Il meccanismo del loop temporale è meno complicato di quanto sembri, a patto di accettare quanto sia crudele. Nella parte finale, dopo il salto nell’era dei dinosauri attraverso una falla temporale, Greg (Ewan McGregor) muore per proteggere il resto della famiglia. Denise e i figli trovano poi il modo di rientrare nel loro presente. O meglio, quasi.

Il film non chiarisce né il come né il perché, lascia allo spettatore il compito di fare quel salto di fede, e li riporta nel quartiere di Oak Street con un’ora di anticipo rispetto al disastro e agli attacchi. In quella linea temporale Greg è ancora vivo, e la prima mossa di Denise è ordinare una pizza, visto che consegnarle è il suo lavoro, così da farlo arrivare, raccontargli tutto e scappare in montagna lontano dall’errore temporale. Nel frattempo Denise riesce ad avvisare quante più persone possibile, salvandone parecchie, e due anni dopo il gruppo festeggia con una grigliata. Un lieto fine, in teoria.

Perché il finale non è affatto felice

In teoria, appunto. Basta ragionare un attimo sui pezzi rimasti sul tavolo per capire che il finale spiegato è tutt’altro che rassicurante. Il Greg che si siede a quella grigliata non è lo stesso che si è sacrificato per la famiglia, ed è costretto a convivere con il fastidio sordo di avere accanto una moglie e dei figli che non sono davvero i suoi. C’è di peggio, perché mentre lui restava vivo, la sua famiglia originale con ogni probabilità è finita masticata dai dinosauri.

Detto in modo brutale, Greg 1 passerà il resto dell’esistenza con la Famiglia 2, dopo che Greg 2 è morto combattendo per loro. Un bel peso da portarsi dietro. E se anche Denise 1 fosse sopravvissuta da qualche parte, il materiale per un secondo capitolo sarebbe già pronto e servito, con Anne Hathaway contro Anne Hathaway in un mondo dominato dai dinosauri.

L’idea, sulla carta, sarebbe una meraviglia. Il problema è che i numeri al botteghino raccontano un’altra storia e rendono l’ipotesi di un seguito piuttosto remota. Restano quindi le porte lasciate socchiuse dal film, quelle che un’avventura vecchio stile si può permettere di non chiudere, con il pubblico libero di riempire i vuoti come preferisce.

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