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Danny Boyle non ha intenzione di mollare la presa e torna a ribadire che 28 anni dopo 3 si farà davvero, con Cillian Murphy di nuovo al centro della scena. Il regista britannico ha parlato del progetto al Festival del Cinema di Zurigo e ha confermato che il terzo capitolo della nuova trilogia esiste già sulla carta, grazie a una sceneggiatura firmata da Alex Garland. Il film proseguirà la storia raccontata in 28 anni dopo e in 28 anni dopo: Il tempio delle ossa, e secondo Boyle il pubblico non smette di chiedere notizie.
Una saga nata 23 anni fa e cresciuta col tempo
Per capire il peso di questo annuncio conviene fare un passo indietro. Ventitré anni fa Boyle diede il via a una storia horror apocalittica con 28 giorni dopo, uscito nel 2003, che all’epoca non aveva nessuna ambizione di diventare una franchise. Il salto arrivò solo più tardi con il sequel 28 settimane dopo del 2007, ma il regista non tornò a occuparsi personalmente dell’universo degli infetti fino a un anno fa, quando nelle sale arrivò 28 anni dopo nel 2025. A questo film è seguito 28 anni dopo: Il tempio delle ossa nel 2026 e il piano adesso prevede un ultimo tassello.
Il cineasta non ha voluto sbilanciarsi sulle tempistiche. Ha spiegato che il nuovo sequel, comunque si chiamerà alla fine, verrà realizzato perché la gente continua a domandarlo e che non c’è ancora una data precisa. C’è però un copione, e a sentire Boyle si tratta di un copione molto buono scritto da Garland, lo stesso autore che ha firmato la sceneggiatura di entrambi i capitoli più recenti.
Il ritorno di Jim e una battuta sull’Oscar
Sul fronte del cast il regista è stato chiaro. Nel terzo film ci sarà parecchio spazio per Cillian Murphy, che nel primo capitolo interpretava Jim. Poi la battuta, con Boyle che ha detto di non sapere se l’attore si spoglierà di nuovo, aggiungendo con ironia che “ha già l’Oscar”. Il riferimento è alla statuetta vinta da Murphy nel 2024 come miglior attore protagonista per Oppenheimer, il film del 2023 diretto da Christopher Nolan.
La frecciata scherzosa nasce da una scena precisa di 28 giorni dopo, quella in cui Jim compare completamente nudo. Ripensando a quelle riprese Boyle ha descritto l’attore come bellissimo e ha raccontato lo stupore provato sul set nel momento in cui gli tolsero i vestiti. Lo ha paragonato a Iggy Pop, ricordando che sembrava brillare dappertutto. E ha precisato che Murphy non fa esercizio fisico né niente di simile, semplicemente ha quell’aspetto lì.
Il ritorno del personaggio era stato anticipato già nel finale di 28 anni dopo: Il tempio delle ossa. Quasi tre decenni dopo gli eventi del primo film Jim ha una figlia e vive con lei in una casa isolata in mezzo alla campagna, un punto di partenza che il nuovo capitolo dovrebbe sviluppare.
Il nodo degli incassi
Dietro tanta insistenza c’è anche una questione molto concreta. Le due pellicole della nuova trilogia non hanno brillato al box office e i numeri lo dimostrano senza troppi giri di parole. Il primo film, diretto proprio da Boyle, ha raccolto in tutto il mondo circa 130 milioni di euro. Il secondo, affidato alla regia di Nia DaCosta, si è fermato intorno ai 50 milioni di euro a livello globale. Due risultati che hanno inevitabilmente messo in dubbio il futuro del progetto e che spiegano perché il regista senta il bisogno di ripetere che il terzo capitolo arriverà, con una sceneggiatura di Garland già pronta e Murphy pronto a tornare nei panni di Jim.
Fonte: TecnoAndroid








