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Trasformare il gas che sale da una discarica in carburante per aerei non è più soltanto un’ipotesi da laboratorio. Aether Fuels, azienda di tecnologie climatiche con sedi negli Stati Uniti e a Singapore, ha annunciato di aver avviato la propria linea dimostrativa per produrre un carburante sintetico per aviazione conforme allo standard ASTM D7566, cioè il riferimento internazionale per il cherosene sintetico. Detto in parole semplici, il prodotto che esce dagli impianti rispetta le stesse regole tecniche che un combustibile di questo tipo deve soddisfare per essere preso sul serio dal settore.
Per una realtà nata appena nel 2022 si tratta del traguardo più avanzato mai raggiunto finora. Il risultato arriva grazie alla piattaforma tecnologica Aether Aurora, pensata fin dall’inizio con un obiettivo preciso: prendere carbonio di scarto e convertirlo in carburanti liquidi adatti all’impiego commerciale. Quindi non una curiosità da esposizione ma un sistema progettato per arrivare a un prodotto finito, utilizzabile e certificabile.
Dalla discarica al serbatoio, passo dopo passo
Il cuore della linea dimostrativa è composto da due unità che lavorano in coppia, Aurora Tri Converter e Aurora Upgrader. Entrambe hanno una capacità di 2,5 barili al giorno, numeri da impianto pilota certo, ma sufficienti a dimostrare che la tecnologia regge oltre la scala del banco di prova. Queste due componenti sono state collegate a un reattore Fischer Tropsch già esistente, gestito da RTI (Research Triangle Institute) in North Carolina. La scelta di innestarsi su un’infrastruttura già operativa racconta anche qualcosa sull’approccio della società, che ha preferito integrare i propri moduli in un contesto industriale reale invece di partire da zero.
Interessante è soprattutto la materia prima. Il cherosene sintetico è stato ottenuto partendo da gas naturale rinnovabile ricavato da una discarica del Kentucky, affiancato da CO2 industriale catturata. Due fonti che normalmente rappresentano un problema ambientale e che qui diventano invece il punto di partenza della filiera. Il processo non si ferma a metà strada perché copre l’intera conversione, fino ad arrivare a un cherosene sintetico liquido completamente raffinato. Ed è proprio questa completezza a fare la differenza, visto che un combustibile per l’aviazione deve essere pronto all’uso e non un semilavorato da affidare ad altri passaggi.
Un primato per il Nord America
Secondo quanto dichiarato da Aether Fuels, è la prima volta in Nord America che un carburante sintetico a norma ASTM viene prodotto a questa scala usando come base gas naturale rinnovabile e CO2 catturata. Un dettaglio che pesa, perché la combinazione tra fonti di scarto e conformità allo standard internazionale è esattamente ciò che serve per passare dalla sperimentazione a un possibile utilizzo nel trasporto aereo.
La certificazione ASTM D7566 non è un’etichetta qualsiasi. Rappresenta il parametro di riferimento con cui viene valutato il cherosene sintetico a livello globale, e rispettarla significa produrre un carburante che parla la stessa lingua tecnica dei combustibili accettati dall’industria. Per la piattaforma Aether Aurora questo passaggio conferma la capacità di trasformare carbonio di scarto in un prodotto con caratteristiche compatibili con l’impiego commerciale, che era poi l’obiettivo dichiarato sin dalla fondazione dell’azienda.
La linea dimostrativa realizzata in North Carolina, con le sue unità da 2,5 barili al giorno agganciate al reattore Fischer Tropsch di RTI, costituisce oggi il banco di prova concreto di questa tecnologia, alimentato dal gas della discarica del Kentucky e dalla CO2 industriale catturata.
Fonte: TecnoAndroid








