La modalità vocale di Claude fino a poco tempo fa aveva un limite che chiunque l’abbia provata conosceva benissimo. Girava soltanto su Haiku, il modello più leggero della gamma Anthropic, quello pensato per la velocità più che per la profondità di ragionamento. Andava bene per due chiacchiere veloci al microfono, certo, ma diventava una vera scocciatura per chi pagava per i modelli più avanzati e poi si ritrovava a parlare con una versione depotenziata appena passava dalla tastiera alla voce.
Adesso Anthropic ha messo mano a questa situazione con un aggiornamento che cambia parecchio le carte in tavola, sia sul fronte dei modelli disponibili sia su quello delle funzioni. La novità più concreta è che la voce ora funziona con Claude Opus e Claude Sonnet, ossia i due modelli più potenti in circolazione. Chi ha un piano che dà accesso a questi motori può finalmente usarli anche parlando, senza dover ripiegare su Haiku. In pratica l’esperienza vocale viene allineata a quella scritta, una cosa che a dirla tutta avrebbe dovuto funzionare così fin dal principio.
C’è anche un dettaglio pratico che nell’uso di tutti i giorni si nota eccome. È possibile cambiare modello nel bel mezzo di una sessione vocale senza doverla chiudere e ricominciare da capo. Piccola comodità, ma di quelle che fanno la differenza.
Claude: undici lingue supportate e connettori integrati nella chat vocale
Il capitolo lingue merita attenzione, perché la modalità vocale aggiornata arriva a coprirne 11. Nell’elenco compaiono inglese, francese, tedesco, hindi, indonesiano, italiano, giapponese, coreano, portoghese del Brasile, spagnolo dell’America Latina e spagnolo di Spagna. L’arrivo dell’italiano è ovviamente la parte che interessa di più da queste parti, e non è affatto secondario.
Non solo. Si può saltare da una lingua all’altra durante la stessa conversazione, cosa che apre scenari interessanti per chi lavora ogni giorno in ambienti multilingua e magari si trova a passare dall’italiano all’inglese senza soluzione di continuità. Un vantaggio niente male per chi gestisce contesti di questo tipo.
L’altra grande aggiunta riguarda i connettori. La chat vocale ora riesce a integrarsi con gli strumenti già collegati a Claude, facendo da ponte tra la conversazione parlata e i tool che si usano abitualmente. È un passo che trasforma l’assistente vocale in qualcosa di più di una semplice bocca che risponde. Diventa un agente capace anche di agire, di mettere le mani su quello che serve.
L’aggiornamento è già disponibile su app mobile, su desktop e nella versione web di Anthropic. La piattaforma nell’ultimo periodo si è mossa parecchio, tra l’introduzione di Claude Cowork e il sistema Claude Reflect, quest’ultimo pensato per tenere sotto osservazione le abitudini d’uso di chi lo utilizza.


