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Capita più spesso di quanto si pensi: si prova ad accedere a un servizio della Pubblica Amministrazione con Entra con CIE, si inseriscono codice fiscale e password, e il sistema risponde che la password CIE scaduta va cambiata subito. Fin qui nulla di drammatico. Il problema arriva un attimo dopo, quando la piattaforma annuncia l’invio di un codice di conferma, un OTP, a un indirizzo email certificato che magari era stato comunicato allo sportello del Comune anni prima e che ormai nessuno ricorda più.
La cosa curiosa è che, nello stesso momento, l’accesso tramite QR Code e app CieID continua a funzionare senza intoppi. Non è un bug e nemmeno una contraddizione. Password, app, OTP e lettura fisica della carta appartengono a modalità di autenticazione diverse, che seguono regole diverse.
Cosa succede quando la password è scaduta
Il messaggio che compare a schermo obbliga al cambio password. La procedura parte con un clic su Modifica password, poi servono codice fiscale e numero stampato sulla CIE fisica. Inseriti i dati corretti, il sistema comunica l’invio dell’OTP all’indirizzo email certificato. La PEC non c’entra nulla, si tratta semplicemente della casella indicata in fase di registrazione e attivazione. E qui sta il punto fastidioso: la piattaforma non specifica quale sia quell’indirizzo, nemmeno parzialmente oscurato con gli asterischi, come invece si è abituati a vedere altrove.
Le email e i numeri di cellulare utilizzabili, almeno per il recupero del PUK, sono quelli comunicati al momento della richiesta della Carta presso Comune o Consolato, oppure quelli inseriti durante l’attivazione delle credenziali CIE di livello 1 e 2. Se la memoria non aiuta, l’indicazione ufficiale è di consultare l’Area Personale per recuperarli. Ed è proprio da lì che nasce la soluzione più pratica.
Se CieID è già configurata, il problema si risolve in pochi minuti
Immaginiamo lo scenario tipico: la password risulta scaduta ma sullo smartphone l’app CieID è già attiva. Davanti alla schermata Entra con CIE basta avviare l’app, inquadrare il QR Code e autorizzare l’accesso. Si entra nel servizio saltando a piè pari il messaggio di password scaduta. Tra l’altro CieID si può abbinare al riconoscimento biometrico, così ogni autorizzazione passa dall’impronta digitale senza digitare codici.
Per mettere davvero ordine, però, conviene aprire il portale CIE, cliccare su Accedi, scegliere Livello 2, poi Entra con CIE, inquadrare il codice QR con il pulsante Entra con QR Code, acconsentire alla condivisione dei dati e infine selezionare in alto Gestione CieID. In quella sezione si trovano tutte le informazioni collegate alle credenziali, indirizzo email certificato incluso, con la possibilità di modificarlo.
Cellulare certificato ma OTP via email, come mai
Molti si chiedono perché, avendo un numero di telefono verificato nel profilo, il codice arrivi comunque sulla casella di posta. La ragione è che l’OTP usato per recuperare o modificare una credenziale non è lo stesso impiegato durante un normale accesso di livello 2. In quel caso la documentazione ufficiale prevede l’app CieID oppure un codice temporaneo via SMS al numero verificato. La procedura di recupero password segue invece un flusso tutto suo e propone direttamente l’email. Avere un cellulare certificato, ad oggi, non consente di scegliere liberamente il canale.
Il caso più scomodo resta quello di chi ha la password scaduta, non ricorda l’email associata e non ha mai configurato l’app. Anche allora l’identità digitale non è persa, perché esiste l’autenticazione di livello 3 con lettura fisica della carta. Serve il chip della CIE, il PIN completo da otto cifre e un dispositivo in grado di leggerla, quindi uno smartphone Android o iPhone con NFC e app CieID, oppure un computer con lettore di smart card e Software CIE. Sui servizi che la supportano compare l’opzione Entra con lettura carta CIE, e a quel punto la password delle credenziali di livello 1 passa in secondo piano.
Il motivo di fondo è sempre lo stesso. Con la password il sistema deve verificare quella specifica credenziale e applicare le regole di scadenza, mentre con il QR Code e un dispositivo già certificato entra in gioco un flusso di autenticazione differente, dove la password digitata nel browser non serve. La password diventa inutilizzabile, l’identità digitale no.
Fonte: TecnoAndroid








