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Le difficoltà di Monster Hunter Wilds su PC sono state tutt’altro che un dettaglio marginale, e in casa Capcom sembra esserci finalmente la consapevolezza di quanto quella partenza zoppicante abbia pesato. Problemi di prestazioni a raffica, comportamenti anomali, una valanga di recensioni tiepide su Steam. Ora, con l’espansione Ascendance all’orizzonte, il team dice di aver messo mano al problema partendo da un principio piuttosto banale ma spesso sottovalutato: far girare bene un gioco richiede tempo e studio, molto più di quanto si pensi dall’esterno. A parlarne è Ryozo Tsujimoto, produttore della serie, che ha spiegato come il lavoro sull’espansione sia partito proprio dagli errori commessi al lancio. Le sue parole non girano intorno alla questione. Serve tempo, servono ricerche approfondite per capire cosa occorre realmente ottenere su PC affinché il gioco funzioni bene su una varietà enorme di configurazioni hardware. Ed è lì che sta il nodo.
Il problema dell’hardware che cambia da macchina a macchina
Su console la vita è più semplice, almeno sulla carta. PlayStation 5, Xbox Series X e Nintendo Switch 2 hanno specifiche fisse, note, prevedibili. Si ottimizza per quelle e amen. Su PC il discorso si ribalta completamente, perché bisogna tenere conto di uno spettro di combinazioni praticamente infinito tra schede video, processori, memoria e sistemi di raffreddamento. Non è una giustificazione valida per tutto quello che è successo agli acquirenti della versione Steam, va detto, soprattutto considerando che le patch specifiche per PC sono continuate ad arrivare fino a gennaio di quest’anno. Però aiuta a inquadrare il tipo di sfida che Capcom si è trovata davanti.
Tsujimoto lo riassume in modo secco: è una questione di esperienza, e la speranza è di portare quelle lezioni dentro Ascendance. Difficile dargli torto sul punto. Il team oggi ha accumulato una mole di feedback notevole su come far girare Wilds in condizioni molto diverse tra loro, cosa che al debutto semplicemente non aveva.
Le recensioni su Steam raccontano un’altra storia rispetto al lancio
Un anno e quattro mesi dopo l’uscita, la situazione sembra decisamente più serena. Le valutazioni complessive su Steam si attestano su Perlopiù positive, un miglioramento evidente rispetto al clima ostile di maggio dell’anno scorso. Tradotto: il gioco gira molto meglio di prima, e chi lo compra adesso trova un prodotto in condizioni ben diverse da quelle iniziali.
È un segnale incoraggiante in vista dell’espansione, attesa nel corso del prossimo anno. I dettagli sul contenuto non sono ancora tutti sul tavolo, ma le aspettative parlano di un’aggiunta corposa al gioco base. Nuove porzioni di mappa, creature inedite e una serie di altre novità pensate per tenere impegnati i giocatori a lungo. Se il lato tecnico sarà all’altezza, l’espansione potrebbe davvero dare nuova linfa alla community su PC. Anzi, più di una, considerando quante ore il tipico appassionato di Monster Hunter è disposto a investire in questi giochi.
Un rapporto con la community che si sta ricucendo
Nel frattempo Capcom sta smussando anche altri spigoli. L’azienda ha deciso di rimuovere i voucher per la personalizzazione del personaggio da Monster Hunter Wilds, un sistema che la community aveva accolto malissimo fin dal primo giorno e che veniva percepito come una forzatura commerciale poco elegante. La reazione dei giocatori alla notizia è stata immediata, con festeggiamenti aperti sulla tomba di quella meccanica. Piccoli segnali, forse, ma messi in fila raccontano di uno studio che sta tornando ad ascoltare. La vera prova, però, arriverà con l’espansione: se Ascendance partirà senza il caos tecnico che ha accompagnato il lancio originale, allora le lezioni di cui parla Tsujimoto saranno state qualcosa di più di una dichiarazione di intenti.
Fonte: TecnoAndroid








