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La pubblicità in ChatGPT è sempre più vicina e il primo passo concreto riguarda gli Stati Uniti, dove partiranno i test iniziali. Il chatbot più usato al mondo si prepara quindi a ospitare inserzioni, con una precisazione che pesa parecchio: gli annunci resteranno separati dalle risposte e arriveranno sui piani Free e Go. Si tratta di una notizia che tocca da vicino milioni di persone abituate a interrogare l’assistente ogni giorno, per lavoro o per semplice curiosità, e che finora avevano davanti uno spazio libero da qualsiasi messaggio commerciale.
Inserzioni sì, ma lontane dalle risposte
Il punto più delicato dell’intera faccenda è proprio la convivenza tra contenuti promozionali e risposte generate. Quando si parla di annunci pubblicitari dentro un sistema conversazionale, il timore più diffuso è che il confine tra informazione e promozione possa diventare sfumato. Chi chiede un consiglio, una spiegazione o un confronto tra prodotti vuole ricevere una risposta il più possibile neutrale, non un testo che spinge in modo nascosto verso un marchio piuttosto che un altro.
Ecco perché la scelta di mantenere le inserzioni separate dal corpo della risposta assume un valore particolare. Detto in modo semplice, quello che l’assistente scrive dovrebbe restare distinto da ciò che viene mostrato a scopo commerciale. Due spazi diversi, insomma, che non si mescolano. È un’impostazione che punta a preservare la fiducia degli utenti, elemento su cui un servizio come ChatGPT costruisce gran parte del proprio successo.
Non è un dettaglio da poco. Un chatbot non funziona come una pagina di risultati di ricerca, dove gli annunci compaiono in cima e l’occhio ha imparato da anni a riconoscerli e magari a saltarli. Qui il dialogo è diretto, quasi personale, e proprio per questo qualsiasi intrusione commerciale rischierebbe di essere percepita come un’invasione. Tenere le cose ben distinte sembra quindi la strada scelta per introdurre la pubblicità senza stravolgere l’esperienza d’uso.
Piani Free e Go come primo terreno di prova
L’altra informazione chiave riguarda chi vedrà questi annunci. Le inserzioni arriveranno sui piani Free e Go, cioè sulla versione gratuita del servizio e su quella che si colloca nella fascia d’ingresso tra le opzioni disponibili. La scelta di partire proprio da qui segue una logica piuttosto comune nel mondo digitale, dove gli spazi pubblicitari tendono a concentrarsi sui livelli di abbonamento più accessibili.
Il titolo che accompagna la notizia parla di “sempre più pubblicità”, un’espressione che lascia intendere un percorso destinato a crescere nel tempo. Per ora, però, il quadro è quello di una fase sperimentale. I primi test saranno limitati al mercato statunitense, che diventa così il banco di prova per capire come gli utenti reagiranno alla presenza degli annunci all’interno della piattaforma. Per chi utilizza ChatGPT in Italia e nel resto d’Europa, quindi, nell’immediato non cambia nulla. La sperimentazione riguarderà soltanto gli Stati Uniti e coinvolgerà esclusivamente gli iscritti ai piani Free e Go, con le inserzioni sempre tenute separate dalle risposte del chatbot.
Fonte: TecnoAndroid








