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Una Ferrari Daytona SP3 del 2022 sta per passare di mano a Londra con una stima pari a circa cinque volte il suo prezzo di partenza, e il dettaglio più interessante è che non si tratta di un esemplare qualunque. Quando era nuova costava intorno ai 2 milioni di euro, mentre adesso RM Sotheby’s la proporrà all’asta il 31 ottobre con una valutazione compresa tra 8,7 e 11 milioni di euro. Non è certo la prima volta che una rossa di Maranello si comporta come un investimento, eppure vedere un’auto praticamente nuova moltiplicare così il proprio valore in appena quattro anni fa sempre un certo effetto.
Il motivo di cifre del genere sta tutto nella storia della vettura. Questa Daytona SP3 non è una delle 600 unità consegnate ai clienti ma la cosiddetta “Vettura Di Sviluppo”, cioè l’esemplare che la Casa del Cavallino ha tenuto per sé e messo a disposizione della stampa internazionale per le prove, compresa una puntata di Top Gear.
Un omaggio ai prototipi degli anni Sessanta con un V12 da record
Svelata nel 2022, la hypercar fa parte della serie limitata Icona, la famiglia di modelli con cui Ferrari veste meccaniche moderne con carrozzerie dal gusto decisamente retrò. Dopo Monza SP1 e SP2, ispirate alle spider da corsa degli anni Quaranta e Cinquanta, il terzo capitolo guarda ai prototipi a motore centrale degli anni Sessanta. Il riferimento preciso è la celebre tripletta alla 24 Ore di Daytona del 1967, quando le Ferrari 330 P3/4 e P4 chiusero davanti alla 412P del North American Racing Team. Fu la risposta di Maranello alla sconfitta incassata l’anno prima a Le Mans contro la Ford GT40, e da quell’impresa deriva appunto il nome dell’auto.
Sotto la carrozzeria lavora una versione derivata del V12 a 65 gradi già montato su 812 Superfast e sulla ibrida LaFerrari. Il dodici cilindri da 6,5 litri è abbinato a un cambio doppia frizione a sette marce che porta la spinta solo alle ruote posteriori e consente uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,85 secondi. Con i suoi 840 CV rappresenta l’aspirato più potente mai installato su una Ferrari stradale, capace di superare perfino i V12 usati in passato dal marchio in Can Am e Formula 1. Nessun aiuto elettrico, quindi, e nemmeno appendici mobili per l’aerodinamica. Gli ingegneri hanno puntato soltanto su soluzioni passive come i particolari “camini” che estraggono l’aria a bassa pressione dal fondo, al punto che al debutto la SP3 era la Ferrari passivamente più efficiente mai costruita.
La storia del telaio 277499 tra piste famose e televisione
L’esemplare in vendita porta il telaio numero 277499 ed è stato completato a giugno 2022 con guida a sinistra. Sulla monoscocca in fibra di carbonio è fissata una targhetta con la scritta “Vettura Di Sviluppo”, che ne certifica l’origine di auto rimasta in mano alla fabbrica anziché destinata a un cliente. Verniciata nell’esclusivo Giallo Triplo Strato con interni in pelle Rosso Ferrari, è passata tra le mani di alcuni dei giornalisti più noti del settore. Andrew Frankel l’ha guidata sul circuito della Sarthe, altre prove si sono svolte a Zandvoort e sul tracciato belga di Spa Francorchamps. In televisione è stata protagonista del quinto episodio della stagione 33 di Top Gear, trasmesso da BBC One il 18 dicembre 2022, che a oggi rimane l’ultima puntata mai andata in onda dello storico programma.
Fino a marzo 2025 la vettura è rimasta di proprietà di Ferrari SpA con targa italiana. Poi è stata acquistata dall’attuale venditore tramite il concessionario H R Owen (Ferrari Hatfield) e immatricolata nel Regno Unito, diventando così il primo e unico proprietario privato. Al momento della catalogazione il contachilometri indicava appena 4.745 km. La supercar viene proposta con manuali, certificato di conformità ECC, kit attrezzi e gonfia gomme, oltre al tetto rigido removibile in fibra di carbonio e alla capote in tela pieghevole. Proprio il suo passato come auto di sviluppo usata esclusivamente da Ferrari e dai giornalisti la candida a diventare una delle Daytona SP3 più ambite tra tutte quelle prodotte.
Fonte: TecnoAndroid








