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CATL vola: utile +42% e boom degli accumuli entro il 2030

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CATL continua a viaggiare a una velocità che il mercato dell’auto elettrica fatica a tenere. Il colosso cinese con sede a Ningde, nato nel 2011, ha chiuso il primo semestre del 2026 con numeri che raccontano meglio di qualsiasi comunicato quanto pesi ormai nella filiera globale dell’elettrificazione. Regina mondiale delle batterie, e non solo per modo di dire.

L’utile netto è cresciuto del 42% arrivando a 43,28 miliardi di yuan, più o meno 5,9 miliardi di euro, mentre il fatturato è salito del 55% toccando i 276,92 miliardi di yuan. Una corsa nettamente più rapida di quella dell’intero comparto delle auto elettriche in Cina, oggi frenato dalla guerra dei prezzi tra i costruttori. Le batterie per veicoli valgono ancora circa il 70% dei ricavi, ma il gruppo sta guadagnando terreno anche nei sistemi di accumulo, nei data center legati all’intelligenza artificiale e nelle reti elettriche. In patria la quota nelle batterie per auto passeggeri è salita al 47% nel primo semestre, sei punti in più rispetto a un anno prima.

Il paradosso salta all’occhio. Mentre tanti produttori di auto vedono i margini assottigliarsi, chi fabbrica le batterie fa affari d’oro. E proprio questa solidità finanziaria permette a CATL di spingere su una nuova generazione di tecnologie pensate per cambiare non soltanto le auto, ma l’intero sistema energetico.

Le nuove batterie Made in China

Secondo le previsioni interne, entro il 2030 i sistemi di accumulo energetico arriveranno a rappresentare il 50% delle vendite globali del gruppo, contro il 25% attuale. Cinque anni fa erano appena il 2%. A trainare tutto è l’espansione delle rinnovabili, che hanno bisogno di enormi capacità di stoccaggio per compensare l’intermittenza di sole e vento.

Da qui gli investimenti miliardari in nuovi impianti, centri di test e infrastrutture per la sicurezza. A giugno il gruppo ha inaugurato nel sud della Cina un centro da 3 miliardi di yuan dedicato alle prove sugli accumuli e alla simulazione delle reti elettriche, pensato anche per studiare le cause degli incendi delle batterie. Sul fronte automotive il ritmo non cala. Lo scorso aprile, durante il Tech Day di Pechino, è stata presentata la nuova famiglia Shenxing III, progettata per ricariche ultra rapide e autonomie elevate. In sviluppo ci sono poi le batterie al sodio, considerate strategiche perché usano materiali più abbondanti ed economici del litio, e i sistemi di sostituzione rapida del pacco, che permettono di cambiare batteria in pochi minuti anziché aspettare la ricarica.

Il gruppo di Ningde sta anche allargando la propria presenza fuori dalla Cina, con stabilimenti in Germania e Ungheria e una nuova fabbrica in Spagna costruita insieme a Stellantis. L’ambizione va oltre l’auto: diventare un fornitore globale di energia immagazzinata.

Il dominio assoluto di CATL

Il fermento del mercato delle batterie in Cina non riguarda soltanto CATL. La domanda di accumulo per data center e infrastrutture legate all’intelligenza artificiale sta trascinando l’intera filiera, mentre nel 2026 i prezzi di litio, rame e alluminio sono tornati a salire. Eppure i produttori di batterie riescono a scaricare questi costi sui clienti molto meglio dei costruttori di auto.

Le stime parlano di spedizioni cinesi di batterie per sistemi di accumulo più che raddoppiate nei primi quattro mesi del 2026. E CATL beneficia in contemporanea di tre spinte: crescita delle rinnovabili, espansione dei data center e diffusione continua delle auto elettriche. Anche il riciclo è ormai un business strategico, con uno dei più grandi impianti al mondo per il recupero di litio, nichel e cobalto sotto il controllo dell’azienda.

Altrove nella filiera i segnali sono opposti. Diversi costruttori cinesi di auto elettriche sono sotto pressione per l’aumento del costo delle batterie, che oggi pesano dal 30 al 40% sul prezzo di un veicolo. In pratica il valore si sta spostando dall’auto alla batteria. È questa la vera trasformazione: chi controlla chimica, materiali, riciclo e software di gestione dell’energia si prende una fetta sempre più grande della catena del valore. Quando si parla di CATL, insomma, non si parla più solo del fornitore di batterie di molte auto elettriche, ma di un gruppo che punta a occupare allo stesso tempo batterie per auto, stoccaggio domestico, reti elettriche, data center ed economia circolare del riciclo.

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