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Cartoradio mostra i campi elettromagnetici casa per casa

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Chi si è mai chiesto quanto siano intensi i campi elettromagnetici intorno alla propria abitazione ora ha uno strumento pubblico per farsi un’idea: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha messo online Cartoradio, un servizio gratuito che mostra su mappa i livelli stimati di esposizione su tutto il territorio nazionale. La piattaforma è stata realizzata dalla Fondazione Ugo Bordoni e funziona come una normale mappa consultabile, senza registrazioni o passaggi complicati.

Il ragionamento alla base è semplice. Parlare di esposizione alle radiofrequenze significa di solito maneggiare numeri e unità di misura che dicono poco a chi non lavora nel settore. Cartoradio prova a tradurre tutto questo in qualcosa di visivo: si cerca un indirizzo o una zona, si ingrandisce fino al livello dell’area o del singolo edificio di interesse e si usano i colori per confrontare l’intensità stimata del campo elettrico con i valori previsti dalla normativa.

Stime da modelli, non misurazioni fatte sul posto

Cartoradio mostra i campi elettromagnetici casa per casa

Qui serve una precisazione importante, perché rischia di generare confusione. Cartoradio non riporta rilievi effettuati con strumenti nei singoli punti. I valori che compaiono sulla mappa nascono da modelli numerici e cartografici costruiti sui dati ufficiali del MIMIT, compresi quelli relativi agli impianti di telefonia mobile, radio e televisione. In altre parole, si tratta di una fotografia calcolata, non di una lettura fatta sul campo.

Le misurazioni strumentali, quelle che servono a verificare concretamente il rispetto dei limiti di legge sul territorio, restano competenza delle ARPA, le agenzie regionali per la protezione ambientale. La mappa ministeriale, quindi, va letta come uno strumento informativo e di orientamento, utile per capire l’ordine di grandezza di quello che circonda case, scuole o uffici, non come un documento che sostituisce i controlli ufficiali.

Trenta milioni di tasselli da 100 metri per lato

Il lavoro dietro la piattaforma è tutt’altro che banale, almeno a guardare i numeri. Il territorio italiano è stato suddiviso in 30.209.603 tasselli, ciascuno di 100 metri per 100. Per ognuno di questi quadrati viene calcolato il contributo delle sorgenti radio presenti nell’area, così da arrivare a una stima del campo elettrico nel punto centrale della cella. Un approccio a griglia che permette di coprire zone urbane dense e aree isolate con lo stesso criterio.

I modelli non si limitano a contare le antenne. Entrano in gioco la frequenza, la potenza dell’impianto, le caratteristiche dell’antenna stessa, la direzione di puntamento e anche la conformazione del territorio, che può schermare o modificare la propagazione del segnale. Per le reti mobili i dati provengono dal Catasto delle sorgenti radiomobili del MIMIT, che gli operatori aggiornano ogni trimestre. Un dettaglio non secondario, perché significa che la base informativa segue l’evoluzione degli impianti sul territorio invece di restare ferma a una fotografia di anni prima.

I risultati sono espressi in volt per metro, abbreviato in V/m, che è la grandezza normalmente usata per descrivere l’esposizione ai campi a radiofrequenza generati da reti cellulari e sistemi radiotelevisivi. Chi apre la mappa per la prima volta trova quindi valori confrontabili con le soglie fissate dalla normativa italiana, che su questo fronte è tra le più restrittive a livello europeo.

Fonte: TecnoAndroid

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