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Pagamenti alternativi nel mirino: la Commissione UE valuta le pratiche di Apple
Instacar non è un caso isolato. L’etichetta rossa, accompagnata da un messaggio che avverte i consumatori sull’uso di sistemi “non sicuri”, ha fatto la sua comparsa su altre applicazioni che hanno scelto di non adottare i circuiti Apple per la gestione dei pagamenti. Il messaggio parla di “sistemi di pagamento esterni” che potrebbero richiedere l’inserimento diretto dei dati personali sul sito dello sviluppatore, sottolineando implicitamente una minore tutela rispetto allo standard Apple. Secondo alcuni osservatori, questa comunicazione rappresenta una strategia che mira a scoraggiare l’utilizzo di canali esterni, generando timori infondati tra gli utenti europei.
La Commissione Europea, ha già avviato accertamenti nei confronti della multinazionale statunitense, e guarda con attenzione alle modalità con cui Apple sta reagendo all’obbligo di apertura dell’App Store. Le nuove normative impongono alle big tech di consentire sistemi di pagamento alternativi, ma Apple sembra voler rendere il percorso di scelta il più complesso possibile. Già ad aprile, l’UE aveva denunciato l’uso eccessivo di finestre di avviso e passaggi ripetitivi, definiti “fogli di spavento”, per scoraggiare l’utente. Gli avvisi visivi introdotti di recente potrebbero quindi rappresentare una continuazione di quella stessa strategia.
Negli Stati Uniti, una sentenza relativa alla disputa con Epic Games ha proibito ad Apple di ostacolare con messaggi intimidatori l’uso di sistemi esterni. La sentenza, però, non ha valore in Europa, dove il confronto è ancora aperto. Bruxelles, di conseguenza, ora dovrà stabilire se il comportamento dell’azienda americana rappresenti un ostacolo alla concorrenza e alla libertà di scelta degli utenti. Intanto, il dibattito cresce, e sempre più sviluppatori europei segnalano un clima di pressione in aumento.










