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Chi ha acquistato qualcosa sullo store online di Asus farebbe bene a controllare con attenzione la propria casella di posta. L’azienda ha infatti comunicato che il suo negozio digitale è stato colpito da un data breach e che i dati di contatto dei clienti insieme alle informazioni sugli ordini “potrebbero essere stati consultati” da qualcuno che non avrebbe dovuto averne accesso.
Sul fronte più delicato arriva almeno una notizia rassicurante perché secondo Asus non sono stati esposti dati di pagamento né altre informazioni finanziarie. Il resto del quadro però appare piuttosto nebuloso. La società non ha chiarito quanto sia estesa la violazione e non ha nemmeno indicato quali aree geografiche siano coinvolte. Si parla soltanto di “una parte dell’ambiente Asus eShop“, una formula decisamente vaga che lascia parecchie domande senza risposta. Dato che il negozio online è suddiviso per regioni e singoli Paesi, non sapere quali versioni siano state toccate rende complicato capire chi debba davvero stare in allerta.
Cosa si sa finora sulla violazione dell’eShop
All’appello mancano anche altri dettagli importanti. Non è stato detto per quanto tempo l’attacco informatico sia andato avanti né chi possa esserci dietro l’intrusione. Non esiste neppure un comunicato ufficiale pubblicato apertamente e le uniche informazioni disponibili arrivano dalle email ricevute dagli utenti, che alcuni destinatari hanno poi condiviso mostrandone il contenuto.
Nel messaggio inviato alla clientela Asus sostiene di aver “preso tempestivamente provvedimenti” per contenere l’incidente e afferma di non aver individuato accessi ancora attivi. Un’indagine interna è in corso e nel frattempo il produttore invita tutti a mantenere la guardia alta. Il timore principale riguarda il phishing. Avendo a disposizione nomi, indirizzi e dettagli degli acquisti, un truffatore potrebbe spacciarsi per l’azienda in maniera molto convincente. Basta immaginare qualcuno che contatta un cliente parlando di un ordine recente e cita nome, indirizzo e informazioni sulla spedizione proprio per sembrare credibile e ottenere fiducia.
Come difendersi dai tentativi di truffa
Chi teme che le proprie informazioni siano finite nelle mani sbagliate dovrebbe guardare con sospetto qualsiasi comunicazione inattesa che dichiari di provenire da Asus, che si tratti di email, telefonate, SMS o messaggi online. Conviene evitare di cliccare sui link o di inquadrare eventuali codici QR contenuti in questi messaggi. La scelta più prudente resta quella di digitare a mano l’indirizzo del sito nel browser e verificare direttamente da lì la presenza di avvisi o notifiche reali.
Lo stesso vale per le chiamate telefoniche. Durante una conversazione non andrebbero mai fornite informazioni personali o password e a maggior ragione non ha senso accettare richieste di installare software per l’accesso remoto, a meno di avere la certezza assoluta di parlare con l’assistenza ufficiale del marchio. Un interlocutore che conosce i dettagli di un acquisto non è necessariamente chi dice di essere e proprio su questo equivoco puntano i malintenzionati.
C’è poi il consiglio di sempre, che in situazioni come questa diventa ancora più prezioso. Attivare l’autenticazione a due fattori, conosciuta anche come 2FA o MFA, permette di aggiungere un ulteriore livello di protezione agli account, così che i ladri non riescano a entrarvi nemmeno nel caso in cui siano riusciti a mettere le mani sulla password.
Fonte: TecnoAndroid








