Aston Martin DB4 GT Zagato: poche automobili al mondo riescono a raccontare così bene cosa significhi unire stile italiano e ingegneria britannica, e questo esemplare in particolare sta per cambiare proprietario in una delle aste più attese dell’anno. Si parla del telaio 0186/R, una vettura che mette insieme rarità, vittorie in pista e una collezione di premi nei concorsi d’eleganza che farebbe invidia a qualsiasi collezionista.
L’appuntamento è fissato per la Monterey Auction 2026, l’asta firmata RM Auctions in programma dal 13 al 15 agosto 2026. La stima? Qualcosa come 10-13 milioni di euro. Non poco, ma del resto stiamo parlando del quattordicesimo esemplare di soli diciannove mai costruiti. Numeri che da soli bastano a spiegare l’interesse intorno a questa granturismo.
Quando Aston Martin bussò alla porta di Zagato
Verso la fine degli anni Cinquanta gli inglesi avevano un problema piuttosto chiaro: nelle competizioni GT le rivali italiane correvano più forte. Per provare a colmare il divario, Aston Martin decise di affidarsi alla carrozzeria Zagato, chiedendole di reinterpretare la DB4 GT, che era già la versione sportiva della DB4 di serie. Ne uscì una vettura che sarebbe entrata di diritto nella storia.
Il disegno porta la firma di Ercole Spada, che all’epoca aveva appena ventitré anni. Linee leggere e muscolose nello stesso momento, carrozzeria alleggerita e un sei cilindri in linea spinto fino a 314 CV. Per gli standard del periodo erano cifre di tutto rispetto, abbastanza da permettere alla coupé britannica di dare filo da torcere alle Ferrari più celebri, anche se va detto che le vittorie delle Ferrari 250 GTO restarono fuori portata.
Dalle piste australiane ai tappeti verdi di Pebble Beach
La storia di questo esemplare ha un sapore particolare. Consegnato nel dicembre del 1961 a Laurie O’Neill, imprenditore australiano e primo proprietario, fu l’unica DB4 GT Zagato venduta nuova in Australia. Già nel 1962 girava nei circuiti locali, con vittorie di categoria e buoni piazzamenti grazie a piloti come Doug Whiteford e Ian Geoghegan.
Chiusa la parentesi sportiva, l’auto cambiò più volte mano passando tra Australia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Nel tempo ha attraversato restauri fatti con cura, che le hanno permesso di tenersi il motore originale e gran parte della carrozzeria costruita a Milano. Un dettaglio raro per una macchina che aveva corso davvero, dove di solito le componenti originali finiscono per sparire.
Dagli anni Duemila in poi questa Aston Martin è diventata una presenza fissa negli eventi più importanti dedicati alle auto storiche. Ha portato a casa il Best of Show al Louis Vuitton Concours d’Elegance nel 2002, una vittoria di classe al Concorso d’Eleganza Villa d’Este e diversi riconoscimenti a Pebble Beach.
L’ultimo grande intervento, completato tra il 2018 e il 2019 dallo specialista Kevin Kay Restorations, ha rimesso la vettura nelle condizioni storiche corrette. Il lavoro è stato ripagato con la vittoria nella categoria Zagato Centennial Postwar al Pebble Beach Concours d’Elegance 2019 e con il Vitesse Elegance Trophy, uno dei premi più ambiti del settore. Oggi questa DB4 GT Zagato è ben più di una vecchia coupé da collezione: è una delle granturismo più rare e desiderate del Novecento. Per chi colleziona auto di questo calibro, vederla riaffacciarsi sul mercato è un’occasione che difficilmente si ripeterà tanto presto.