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Windows, addio alla password con immagini dopo 14 anni

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La password con immagini di Windows, quella funzione che permetteva di sbloccare il PC disegnando cerchi e linee su una fotografia, è ufficialmente arrivata al capolinea. Microsoft l’aveva introdotta con Windows 8 nel 2012, in piena stagione di sperimentazione, e per oltre un decennio è rimasta lì, nascosta tra le opzioni di accesso, usata da una nicchia di utenti affezionati. Adesso non è più configurabile.

La decisione è passata quasi in sordina, infilata nelle note di rilascio di un aggiornamento di sicurezza. Con le patch di luglio 2026, chi non aveva già attivato la password con immagini non può più farlo. La modifica riguarda sia Windows 11 sia Windows 10, e compare nelle build 26100.8875 per la versione 24H2 e 26200.8875 per la 25H2, distribuite con l’aggiornamento KB5101650.

Un’eredità di Windows 8 che nessuno si aspettava durasse così a lungo

Vale la pena ricordare da dove arrivava questa funzione. Con Windows 8 Microsoft aveva deciso di ripensare radicalmente il proprio sistema operativo, spingendo su un’interfaccia pensata per il touch e stravolgendo abitudini consolidate da anni. Il risultato, si sa, non fu esattamente un trionfo. L’azienda fece rapidamente marcia indietro su parecchi fronti, a partire dal menu Start a tutto schermo che aveva fatto storcere il naso a mezzo mondo.

Eppure qualcosa di quella stagione è sopravvissuto. La password con immagini è stata una di quelle idee salvate dal naufragio, forse perché non dava fastidio a nessuno, forse perché chi la usava ci si era davvero affezionato. Il funzionamento era semplice e in fondo intelligente. Invece di digitare una sequenza di caratteri, l’utente sceglieva una fotografia personale e definiva una combinazione di gesti da eseguire in punti precisi dell’immagine. Cerchi, linee rette, tocchi. Ripetuti nella sequenza corretta, sbloccavano il computer.

Perché aveva senso allora e perché non ne ha più adesso

Vista oggi, con un mouse in mano, l’idea può sembrare macchinosa. Ma bisogna calarsi nel contesto dell’epoca. Nel 2012 Microsoft immaginava Windows come un sistema pensato per funzionare pienamente anche sui convertibili con schermo touch, una categoria di dispositivi che proprio in quegli anni cominciava a farsi strada sul mercato. Su un tablet o su un notebook ibrido, tracciare tre gesti su una foto era decisamente più comodo che scrivere una password lunga su una tastiera virtuale.

Il punto è che nel frattempo il panorama dell’autenticazione è cambiato parecchio. Tra riconoscimento facciale, lettori di impronte digitali e PIN numerici, gli strumenti a disposizione si sono moltiplicati e sono diventati più rapidi e più sicuri. La password con immagini è finita progressivamente ai margini, relegata al ruolo di curiosità storica più che di reale alternativa.

Cosa cambia concretamente per gli utenti

La differenza sostanziale riguarda chi non aveva ancora attivato la funzione. Da adesso l’opzione semplicemente non compare più tra quelle configurabili. Un ritiro silenzioso, senza annunci in pompa magna, gestito attraverso un normale aggiornamento di sicurezza come capita spesso quando Microsoft decide di ripulire il sistema da elementi ormai poco utilizzati.

È il destino tipico delle funzioni che invecchiano male. Non vengono spente da un giorno all’altro con un comunicato, ma scompaiono dalle impostazioni, restano attive per chi le usa ancora e poi, prima o poi, escono definitivamente di scena. La password con immagini ha resistito quattordici anni, sopravvivendo a due versioni maggiori del sistema operativo e a una rivoluzione dell’interfaccia che aveva spazzato via quasi tutto il resto.

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