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Phantom Blade Zero si presenta al pubblico con un annuncio che nessuno aveva previsto, perché insieme all’apertura dei preordini lo studio S-Game ha rivelato che dietro la coreografia dei combattimenti c’è Donnie Yen, leggenda del cinema d’azione di Hong Kong, coinvolto anche come interprete in motion capture per uno dei personaggi del gioco. Un colpo di scena tenuto nascosto con cura fino al momento giusto, cioè adesso, quando il gioco ha bisogno di tutta l’attenzione possibile.
La mossa ricorda molto da vicino l’operazione Keanu Reeves per Cyberpunk 2077, con la differenza che qui il nome scelto non serve tanto a mettere una faccia famosa su un poster quanto a garantire qualcosa di tecnico. Yen, secondo quanto comunicato dallo studio, figura come consulente creativo e mette a disposizione la sua esperienza nelle arti marziali e nella regia d’azione per il design del combattimento. Non un cameo, quindi, ma un lavoro strutturale iniziato nel 2023.
Mó Yuan, il personaggio che porta il volto di Donnie Yen
Il filmato esteso mostrato in queste ore lascia intravedere il personaggio chiamato Mó Yuan, che ha il volto di Yen e che compare in uno scontro particolarmente violento, tra fuoco e movimenti secchi. Non è ancora chiaro se si tratti di un alleato o di un antagonista, e lo studio non ha voluto sciogliere il dubbio. L’impressione, guardando la sequenza, è quella di una figura ambigua, il classico avversario che si dichiara nemico ma che nasconde una sua coerenza morale.
Il curriculum di Yen spiega bene perché la scelta abbia senso al di là del richiamo commerciale. Ha lavorato a Once Upon A Time In China 2, ai film della serie Iron Monkey e alla saga di Ip Man, che da sola ha ridefinito il modo in cui il pubblico occidentale guarda al cinema marziale contemporaneo. In pratica, è la persona giusta se l’obiettivo è dare peso e credibilità fisica agli scontri. Nel progetto ritrova anche Kenji Tanigaki, collaboratore di lunga data, che in Phantom Blade Zero ricopre il ruolo di action director.
Il debutto nei videogiochi dopo il film mai realizzato
Curiosamente, questa è la prima volta che Yen mette piede nel mondo dei videogiochi, e non era affatto scontato che accadesse. Il suo nome era stato legato per anni all’adattamento cinematografico di Sleeping Dogs, progetto che non è mai arrivato in produzione e che a quanto pare è stato recentemente ripreso con Simu Liu nel cast. Un’occasione mancata che, evidentemente, non ha lasciato pregiudizi verso il medium interattivo.
La sua carriera hollywoodiana è cresciuta parecchio negli ultimi vent’anni, sia grazie a una distribuzione internazionale più capillare dei suoi film asiatici sia per la partecipazione a produzioni come Rogue One: A Star Wars Story e John Wick: Chapter 4. Due ruoli che lo hanno reso riconoscibile anche per chi non aveva mai visto un film di arti marziali in vita sua.
Preordini aperti e uno State of Play in arrivo
I preordini di Phantom Blade Zero sono ufficialmente attivi a circa 60 euro, cifra in linea con la media del mercato per un titolo di questo tipo. Il gioco, un soulslike dall’impostazione che richiama abbastanza chiaramente Sekiro, sarà protagonista la prossima settimana di uno State of Play dedicato della durata di venti minuti, organizzato da Sony.
Venti minuti sono un tempo generoso per un singolo titolo, il che suggerisce che ci sia parecchio materiale da mostrare oltre alle sequenze già circolate. Il filmato esteso diffuso in concomitanza con l’apertura dei preordini punta tutto sull’estetica, con combattimenti dal ritmo altissimo e una direzione visiva che non lascia molto spazio all’incertezza sulle ambizioni dello studio. S-Game, del resto, ha costruito buona parte della sua reputazione proprio sulla resa spettacolare degli scontri, e l’ingresso di Yen nel processo creativo sembra pensato per spingere ancora più in quella direzione.










