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Uno degli esempi più evidenti è la mancata introduzione della funzione “Visited Places” nell’app Mappe. Quest’ultima è stata pensata per migliorare l’esperienza dell’utente attraverso il tracciamento dei luoghi visitati. Eppure, non sarà disponibile in Europa almeno inizialmente. Il motivo è legato alla possibile incompatibilità con le leggi europee sulla privacy, che sono tra le più rigide al mondo.
Apple ha, inoltre, fatto sapere che altri strumenti potrebbero subire la stessa sorte. Alcune funzionalità, infatti, sono ancora oggetto di valutazione interna. Ciò per capire se possano essere offerte senza infrangere le normative europee. L’azienda afferma di essere alla ricerca di soluzioni alternative. Ma non è disposta a fare concessioni che possano compromettere la sicurezza e la coerenza del proprio ecosistema.
A tal proposito, è intervenuto il vicepresidente legale di Apple, Kyle Andeer. Quest’ultimo, durante un incontro con sviluppatori e funzionari dell’UE, ha spiegato che il rispetto delle nuove normative potrebbe rallentare o impedire l’introduzione di alcune funzionalità. Non è la prima volta che accade. Anche nel 2024 l’Europa era rimasta indietro nel rilascio di Apple Intelligence. E ancora oggi alcune funzioni avanzate non sono disponibili. Apple sembra decisa a non compromettere i propri standard, nemmeno di fronte alla possibilità di rinunciare a una parte del mercato.






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