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Apple Intelligence arriva in Cina con iOS 27.3, ma senza Siri AI

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Apple Intelligence sta per sbarcare finalmente in Cina. Dopo due anni di ritardi dovuti agli ostacoli normativi, Apple ha deciso di portare la propria piattaforma di intelligenza artificiale nel mercato cinese con iOS 27.3, l’aggiornamento previsto per dicembre. Non si tratterà però di un debutto completo, perché il pacchetto iniziale includerà soltanto le funzioni di base come quelle legate al fotoritocco, mentre diversi strumenti tra i più conosciuti resteranno ancora esclusi.

Il nodo principale riguarda Siri, che nella versione potenziata dall’intelligenza artificiale non sarà disponibile per gli utenti cinesi. Mancheranno all’appello anche Image Playground e la nuova versione di Genmoji, mentre gli strumenti per la generazione del testo arriveranno con funzionalità limitate. Si parla quindi di un’esperienza ridotta rispetto a quella offerta in altri Paesi, ma comunque di un passo concreto dopo una lunga attesa.

Il via libera di Pechino e il ruolo di Alibaba

A sbloccare la situazione è stato il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology cinese, che di recente ha concesso ad Apple i permessi di accesso alla rete necessari per integrare i modelli Qwen e Tongyi Wanxiang sviluppati da Alibaba. Le autorizzazioni riguardano iPhone Duo, iPhone 18 Pro e anche i modelli precedenti, aprendo così la strada al lancio vero e proprio della suite di funzioni intelligenti.

Per capire quanto sia stato tortuoso questo percorso basta ricordare che le prime funzioni di Apple Intelligence sono state introdotte con iOS 18.1, ma in Cina non hanno mai visto la luce fin dal primo giorno. Un primo via libera era arrivato a luglio, ma non bastava. Per rendere i servizi accessibili al grande pubblico serviva infatti un’ulteriore approvazione da parte delle autorità, ed è proprio questa che ora sembra aver sbloccato il debutto.

La ragione di tanta complessità sta nelle regole cinesi sulla tecnologia straniera. Pechino limita l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale sviluppati all’estero e per questo Apple ha dovuto stringere accordi con due colossi locali come Alibaba e Baidu. Non solo. L’azienda di Cupertino deve anche consentire al governo cinese di approvare gli aggiornamenti successivi ai modelli di intelligenza artificiale, il che significa che ogni evoluzione futura passerà sotto il controllo delle autorità.

Una rincorsa contro Huawei e gli altri rivali

Il ritardo accumulato ha avuto un peso evidente sulla posizione di Apple nel mercato cinese. I produttori di smartphone concorrenti come Huawei propongono da tempo funzioni basate sull’intelligenza artificiale, e la casa della mela si è trovata in svantaggio senza strumenti paragonabili da offrire ai propri clienti. In un contesto così competitivo, l’assenza di queste funzioni sugli iPhone venduti nel Paese ha rappresentato un limite piuttosto evidente.

L’arrivo di Apple Intelligence, anche se in forma ridotta, punta proprio a colmare almeno in parte questa distanza. Gli utenti cinesi potranno contare sulle funzioni di base legate alle foto e su una versione limitata degli strumenti di scrittura, mentre per Siri potenziata e per gli altri servizi esclusi bisognerà attendere ancora. Tutto dipenderà, con ogni probabilità, dai prossimi passaggi autorizzativi e dalla collaborazione con i partner locali.

Il calendario è comunque già fissato. iOS 27.3 è atteso per dicembre 2026 e con questo aggiornamento le prime funzioni di intelligenza artificiale di Apple dovrebbero finalmente comparire sugli iPhone in Cina, grazie ai modelli Qwen e Tongyi Wanxiang di Alibaba integrati nel sistema.

Fonte: TecnoAndroid

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