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Starlink in Ucraina si ferma oltre i 160 km/h, missioni saltate

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Da qualche giorno Starlink è al centro di un caso delicatissimo in Ucraina. Secondo Kiev, a partire dalla notte tra il 13 e il 14 ottobre 2026 la versione militare del servizio satellitare non funziona più oltre i 160 km/h. Il risultato pratico è pesante perché diverse missioni con i droni sono state annullate. Le autorità ucraine puntano il dito contro SpaceX e lo fanno con una frase che pesa parecchio: «Le nostre forze non sono state avvisate».

La questione non riguarda una semplice interruzione tecnica o un disservizio passeggero. Si parla di un limite di velocità introdotto sulla connessione, una soglia oltre la quale il collegamento smette semplicemente di funzionare. In un contesto bellico la differenza tra un sistema che resta attivo e uno che si spegne all’improvviso non è affatto un dettaglio.

Per capire la portata della vicenda basta pensare a cosa significa fissare un tetto del genere. I mezzi che si muovono più rapidamente di 160 km/h perdono la copertura e tra questi rientrano evidentemente i droni impiegati dalle forze ucraine. Kiev sostiene che proprio per questo motivo diverse operazioni sono state cancellate, visto che senza il collegamento satellitare non era più possibile portarle a termine.

L’accusa principale non riguarda soltanto la restrizione in sé ma il modo in cui è arrivata. Secondo la versione ucraina nessuno ha comunicato in anticipo la modifica ai reparti sul campo. Le unità si sono trovate a fare i conti con il blocco senza alcun preavviso e quindi senza la possibilità di riorganizzarsi per tempo. È questo il cuore della protesta di Kiev nei confronti dell’azienda americana, che gestisce una rete diventata ormai uno strumento importante per le forze armate del Paese.

Un conto è un servizio commerciale che cambia le proprie condizioni d’uso, un altro è una tecnologia su cui si appoggiano operazioni militari in corso. Quando la connessione salta durante una guerra le conseguenze ricadono direttamente su chi sta combattendo ed è per questo che la scelta di SpaceX ha acceso una polemica così forte.

Il messaggio di Elon Musk e la tempistica

A rendere la situazione ancora più spinosa c’è la coincidenza temporale. La limitazione è scattata appena quattro giorni dopo un messaggio di Elon Musk, il patron di SpaceX, nel quale il miliardario sosteneva che Volodymyr Zelensky fosse «andato troppo oltre». Una dichiarazione netta nei confronti del presidente ucraino, seguita a stretto giro da una decisione tecnica che ha avuto effetti immediati sulle operazioni di Kiev.

Il collegamento tra le due cose non viene dichiarato in modo esplicito ma la sequenza degli eventi è difficile da ignorare. Prima le parole di Musk contro Zelensky, poi pochi giorni più tardi il tetto dei 160 km/h imposto alla versione militare di Starlink. Per l’Ucraina il quadro è chiaro e riguarda una restrizione introdotta in piena guerra senza che le truppe ne fossero informate.

Al momento la posizione di Kiev resta quella espressa con forza nelle ultime ore. Dalla notte tra il 13 e il 14 ottobre il servizio satellitare di SpaceX non garantisce più la copertura ai mezzi che superano quella velocità e secondo le autorità ucraine diverse missioni con i droni sono già state annullate a causa del blocco.

Fonte: TecnoAndroid

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