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Apple, il panno per la pulizia costa la metà: ora 10 euro

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Nel bel mezzo di una stagione di rincari, il panno per la pulizia di Apple diventa l’unico prodotto del catalogo di Cupertino a costare meno di prima. Un dettaglio quasi comico, se si pensa che negli ultimi mesi l’azienda ha ritoccato verso l’alto i listini di Mac e iPad, con la prospettiva concreta che la stessa cosa accada anche ai iPhone 18 Pro e Pro Max attesi a settembre. Insomma, tutto sale tranne il panno.

Il contesto è noto a chi segue il settore da vicino. La crisi delle memorie sta stringendo il mercato tech in una morsa, i costi di produzione salgono e i cartellini seguono a ruota. Non è un fenomeno che riguarda solo Apple, ma quando tocca a un marchio così esposto la cosa fa più rumore. E allora il taglio di prezzo su un accessorio tanto discusso finisce per suonare come una piccola nota stonata, nel senso più curioso del termine.

Dai 25 euro del 2021 al nuovo prezzo

Chi c’era se lo ricorda bene. Nell’ottobre del 2021 Apple mise in vendita un rettangolo di tessuto morbido con la mela stampata nell’angolo, chiedendo 25 euro in Italia. Il web reagì come reagisce sempre di fronte a certe scelte, cioè con una valanga di battute, meme e commenti al vetriolo. Il rapporto tra prezzo e prodotto sembrava a molti la sintesi perfetta di una certa idea di lusso applicata all’oggetto più banale possibile. Un panno resta un panno, per quanto ben rifinito.

Adesso sull’Apple Store è comparsa una versione segnalata come nuovo arrivo. Guardandola bene, però, di nuovo non c’è quasi nulla: stesso colore, stesse dimensioni, stesso logo della mela posizionato nell’angolo in basso a destra. L’unica differenza sta nel prezzo, che scende a 10 euro. Meno della metà rispetto al lancio, un taglio secco che ridimensiona parecchio la fama dell’accessorio più preso in giro degli ultimi anni.

Un accessorio piccolo, un segnale che stona

La tempistica è la parte più interessante della vicenda. Mentre i prodotti principali diventano più cari, l’Apple Store abbassa il costo di un articolo che nel catalogo occupa uno spazio marginale, quasi decorativo. Non cambia gli equilibri di bilancio, non sposta le vendite, però racconta qualcosa sul modo in cui l’azienda gestisce la sua vetrina. Il panno era diventato un simbolo, e i simboli ogni tanto vanno aggiornati.

Per chi possiede un display in vetro nano texture o semplicemente vuole evitare graffi sui propri dispositivi, la spesa ora è decisamente più abbordabile. Resta il fatto che si tratta dello stesso identico oggetto che nel 2021 aveva scatenato il putiferio, riproposto senza modifiche visibili. Nessun materiale nuovo dichiarato, nessuna funzione aggiuntiva, nessun restyling. Solo un cartellino diverso.

Sul fronte opposto della barricata ci sono i prodotti che contano davvero. Gli aumenti su Mac e iPad sono già realtà, e le indiscrezioni sui prossimi iPhone parlano di listini in crescita per i modelli Pro. La pressione sui componenti di memoria si sta facendo sentire su tutta la filiera, dai produttori di smartphone a quelli di computer, e difficilmente il quadro cambierà nel breve periodo.

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