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Le app Google nascoste sono molte più di quelle che finiscono preinstallate sugli smartphone Android, e alcune valgono davvero il tempo di essere scoperte. Tutti conoscono Search, Gmail, Maps, YouTube, Drive, Foto e Keep, strumenti diventati ormai abitudine anche per chi con la tecnologia non ha un rapporto stretto. Ma il catalogo di Big G è molto più profondo di così, e comprende applicazioni che non arrivano di default sul telefono. Il risultato è che milioni di persone non sanno nemmeno della loro esistenza.
Eppure parliamo di software sorprendentemente utili, in certi casi capaci di sostituire programmi a pagamento per il montaggio video, il ritocco delle foto o la gestione delle attività di ogni giorno. Le trovi tutte sul Play Store, gratis. Ecco sei nomi che meritano molta più attenzione di quanta ne ricevano.
Da YouTube Create a Snapseed, quando le app gratis fanno il lavoro di quelle a pagamento
La più curiosa del gruppo è probabilmente YouTube Create, un editor video mobile gratuito pensato per i contenuti verticali ma non limitato agli Shorts. Offre timeline multitraccia, filtri, effetti, adesivi, transizioni, musica royalty free e sottotitoli automatici. Per chi pubblica su Instagram, TikTok o YouTube il vantaggio grosso sono i template già pronti, che permettono di sfornare un video in pochi secondi senza partire dal foglio bianco. Google ha aggiunto anche funzioni di intelligenza artificiale, come la generazione di immagini e clip da prompt testuali e la modalità Edit with AI, che pesca da sola i momenti migliori di un filmato e ci mette sopra musica e voce narrante. L’app è ancora in beta in parecchi mercati, ed è uno dei motivi per cui è passata sotto traccia.
Sul fronte foto, invece, Snapseed rimane una delle proposte più complete su Android. Va molto oltre l’editor di serie del telefono, con regolazioni selettive, maschere, prospettiva, curve e correzioni di precisione. La chicca vera è il sistema a stack, che salva ogni modifica come passaggio separato. Vuol dire poter tornare indietro e sistemare un singolo intervento senza rifare tutto daccapo. Di recente è arrivato Snapseed 4.0, con interfaccia rinnovata e una modalità fotocamera integrata che porta stili personalizzati ed effetti ispirati alla pellicola analogica.
Sondaggi, scorciatoie e una galleria essenziale
Cambio di registro con Google Opinion Rewards, che non è una utility classica ma un modo semplice per accumulare credito. L’app manda brevi sondaggi che di solito richiedono meno di un minuto, con domande su luoghi visitati, pubblicità viste o preferenze personali. Il compenso è modesto, spesso pochi centesimi, però il credito finisce dritto sull’account Google e si può spendere per app, giochi, libri e altri contenuti del Play Store. La frequenza cambia in base al Paese e a quanto si usano i servizi Google, ma per chi compra spesso roba digitale diventa credito quasi gratuito.
Poi c’è Action Blocks, che permette di creare pulsanti personalizzati sulla schermata Home per eseguire un’azione con un tocco solo. Chiamare una persona, mandare un messaggio, far partire una playlist, controllare dispositivi smart home o lanciare comandi legati a Gemini. Nasce con un’anima legata all’accessibilità, ma torna utile a chiunque voglia tagliare i passaggi ripetitivi. Invece di ripetere ogni volta lo stesso comando vocale, basta toccare il pulsante dedicato.
Per chi trova Google Foto troppo carico di funzioni, notifiche e suggerimenti, esiste Gallery, che fa l’opposto. Mostra semplicemente foto e video presenti sul dispositivo, con i soli strumenti essenziali come ritaglio, rotazione, miglioramento automatico, modalità scura, cestino e preferiti. Niente backup forzati, niente AI invadente, niente avvisi continui sullo spazio libero. Per chi rimpiange le vecchie gallerie Android è probabilmente l’alternativa più pulita in giro.
Chiude la lista Google Lens, spesso sottovalutato anche se è già dentro Google Foto e nella barra di ricerca. Come app a sé diventa ancora più comodo. Identifica piante, animali e prodotti, copia testo da appunti scritti a mano, traduce cartelli e menu in tempo reale e dà una mano perfino con problemi di matematica o diagrammi. La parte più interessante è la scheda Live, che consente di inquadrare quello che si ha intorno e fare domande contestuali, avvicinandosi sempre più all’idea di un assistente visivo capace di leggere il mondo in tempo reale.










