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Android 17 QPR2 Beta 4 arriva sui Pixel 11: cosa cambia

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Con il rilascio di Android 17 QPR2 Beta 4 anche sui nuovi Pixel 11, Google ha messo il timbro sulla cosiddetta Platform Stability, quel momento in cui il codice smette di muoversi e gli sviluppatori possono finalmente lavorare su basi solide. La build distribuita porta la sigla CP41.260814.003.C2 e copre tutti i modelli della serie, in attesa del debutto stabile fissato per dicembre.

Chi possiede Pixel 11, 11 Pro, 11 Pro XL o 11 Pro Fold può iscriversi al programma beta dalla solita pagina google.com/android/beta. Un dettaglio pratico che vale la pena tenere a mente: al momento le immagini mostrate da Google per i nuovi dispositivi sono ancora quelle della serie Pixel 10, quindi conviene leggere con attenzione l’etichetta testuale prima di selezionare il modello, altrimenti si rischia di iscrivere il telefono sbagliato. La build include la patch di sicurezza di agosto 2026 e occupa circa 3,94 GB su 11 Pro.

Chi riceve quale build

La distribuzione non è uniforme, e questo capita spesso con le beta di Google. La versione CP41.260814.003.A2 è riservata a Pixel 6a, Pixel 7, 7 Pro, 7a, Pixel Fold e Pixel Tablet. La CP41.260814.003.B1 invece raccoglie una platea più ampia: Pixel 8, 8 Pro, 8a, 9, 9 Pro, 9a, insieme a Pixel 10, 10 Pro, 10 Pro XL, 10 Pro Fold e 10a. Restano fuori dai giochi Pixel 6 e Pixel 6 Pro, che usciranno dalla finestra di supporto software prima ancora che il Feature Drop diventi stabile. Fine corsa, insomma, per due modelli che hanno accompagnato parecchi utenti negli ultimi anni.

Il blocco della superficie API è la notizia più rilevante per chi sviluppa applicazioni. Significa che le funzioni e le interfacce di programmazione non cambieranno più da qui al rilascio pubblico, permettendo di testare le app su un bersaglio fermo invece che in movimento.

Le novità di Notification Intelligence e Tap to Share

Sul fronte delle funzionalità, questa release ne porta due degne di nota. La prima si chiama Notification Intelligence ed è una sezione che mette ordine in un’area finora un po’ dispersiva: raccoglie in un unico punto le impostazioni di Notification Summaries, Notification Organizer e Notification Cooldown. Tutto quello che riguarda la gestione intelligente degli avvisi, quindi, adesso vive sotto lo stesso tetto.

La seconda è Tap to Share, che lavora in tandem con Quick Share. Il meccanismo è semplice e ricorda molto quello di altre soluzioni già viste sul mercato: basta avvicinare due dispositivi compatibili per condividere foto, video, file e contatti. La funzione è disponibile a partire da Pixel 6 in avanti.

Bug risolti e qualche grattacapo che resiste

La lista delle correzioni è corposa e tocca problemi che i tester avevano segnalato con insistenza nelle beta precedenti. Sono stati sistemati il surriscaldamento, i riavvii improvvisi, alcune anomalie nella navigazione gestuale, la ricarica con limite di batteria impostato, la schermata Recenti, l’audio via Bluetooth e la registrazione dello schermo. Interventi anche su fronti più di nicchia: il mirroring USB-C per i visori XR, i display 3D per gli smart glasses e il Face Unlock quando la luce scarseggia.

Non fila però tutto liscio. Diversi tester hanno riferito di testo sovradimensionato e di una risoluzione del display più bassa del previsto subito dopo l’installazione, anche se in molti casi un semplice riavvio ha rimesso le cose a posto. Rimane invece irrisolto un problema di routing Bluetooth sulle chiamate in entrata, presente in tutte e quattro le beta di Android 17 QPR2 rilasciate finora.

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