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Le configurazioni di ASUS ProArt P14 con a bordo NVIDIA RTX Spark sono ormai sul tavolo, e il quadro che emerge è quello di una macchina compatta che parte da 24GB di memoria unificata LPDDR5X, evita i caricatori proprietari ma chiede qualche rinuncia sul fronte archiviazione. Il produttore taiwanese ha pubblicato la scheda tecnica completa, e la prima buona notizia riguarda proprio la dotazione di memoria del modello base, tutt’altro che risicata per una piattaforma di questo tipo.
La scala delle configurazioni prevede 24GB come punto di partenza, poi 36GB, 48GB, 64GB e infine 128GB di LPDDR5X. Quest’ultima variante, va detto, non sarà certo alla portata di tutte le tasche. Trattandosi di memoria unificata, il quantitativo va condiviso tra sistema e componente grafica, e qui entra in gioco un dettaglio interessante: Windows 11 permetterà agli utenti di decidere quanta memoria assegnare alla GPU. Tradotto in pratica, a seconda della configurazione scelta la quota destinata al calcolo grafico potrà essere parecchio più generosa oppure decisamente più contenuta.
Un processore a 20 core in un corpo sottile
Tutte le versioni di ProArt P14 condividono lo stesso processore a 20 core, una scelta che punta dritto alla resa in multi core dentro un formato thin and light. È un dato che aiuta a inquadrare il posizionamento del prodotto: non un portatile da gaming travestito, ma una workstation portatile pensata per chi lavora con carichi pesanti e non vuole portarsi dietro tre chili di alluminio.
Sul capitolo memoria di massa, però, le rinunce ci sono e sono evidenti. La serie si ferma allo standard PCIe NVMe Gen 4, quindi niente Gen 5 e niente velocità di punta viste altrove. Non solo: lo slot M.2 disponibile è uno soltanto. Chi arriva dai notebook da gaming da 15 o 16 pollici, dove di alloggiamenti se ne trovano due o anche tre, si ritroverà con margini di manovra molto più stretti. Di fabbrica si può scegliere tra un’unità da 512GB e una da 1TB, e chi volesse spingersi fino a 4TB dovrà mettere in conto una spesa non banale, considerando la crisi che sta interessando il mercato delle DRAM e dei chip di memoria in generale.
Ricarica USB-C e batteria da 90WHr
Il capitolo alimentazione è invece uno dei punti a favore. Niente mattoni proprietari da infilare nello zaino: la gamma ProArt P14 è compatibile con alimentatori USB-C che erogano tra 140W e 240W, il che significa poter usare accessori già in casa o comprarne di universali senza vincoli di marca. Nella confezione del modello spinto da RTX Spark è incluso un caricatore da 140W, mentre l’autonomia è affidata a una batteria da 90WHr.
Chi ha maneggiato portatili da gaming di fascia alta sa quanto pesi, letteralmente, il trasformatore che li accompagna. Qui il discorso cambia, e per una macchina pensata anche per il lavoro in mobilità è un dettaglio che conta più di quanto sembri sulla carta.
Nonostante i limiti sull’espandibilità dello storage, la domanda non sembra un problema. ASUS ha fatto sapere che i suoi notebook basati su RTX Spark sono già completamente prenotati dai partner di canale, segnale che l’interesse attorno a questa categoria di prodotti è concreto e che il debutto ufficiale, previsto nel corso dell’anno, potrebbe tradursi in numeri importanti. Per chi valuta l’acquisto, la scelta della configurazione andrà fatta con attenzione fin dall’inizio. Con un solo slot M.2 disponibile e una piattaforma a memoria unificata, sia la memoria unificata sia il taglio dell’SSD vanno decisi in fase d’ordine, perché i margini per rimediare dopo sono davvero pochi.










