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Acer prevede prezzi PC in aumento fino a metà 2027

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La carenza di memoria non durerà fino al 2030, almeno secondo Jason Chen, presidente di Acer, che ha messo una data sul calendario e ha provato a rassicurare un mercato ormai abituato a leggere solo rincari. Il punto però è che prima del sollievo arriveranno altri aumenti, e non piccoli, perché secondo Acer i prezzi dei componenti PC continueranno a salire fino alla metà del 2027, per poi iniziare finalmente a scendere nella seconda parte di quell’anno.

Chi aspetta un ribasso immediato dovrà quindi mettersi comodo. Il quadro raccontato dal vertice di Acer è quello di un settore ancora sotto pressione, dove ogni mese porta un nuovo listino aggiornato verso l’alto. DDR5, SSD, schede video: praticamente nulla è rimasto fuori dall’onda d’urto generata dal boom dell’intelligenza artificiale, che ha dirottato capacità produttiva e domanda verso i data center lasciando il mercato consumer a raccogliere le briciole, pagandole care.

Perché Acer esclude una crisi lunga fino al 2030

“È impossibile che la carenza continui fino al 2030″, ha dichiarato Chen, e la frase riassume bene la posizione dell’azienda. Il ragionamento non si basa su un ottimismo di facciata ma su quello che sta già succedendo negli stabilimenti: i produttori di semiconduttori stanno ampliando gli impianti per sfornare più memoria, e una capacità che cresce in modo costante difficilmente può convivere con una penuria che si trascina per altri quattro anni.

Nel frattempo qualche segnale di distensione, a sentire Acer, sarebbe già visibile. Secondo Chen le memorie DDR4 e DDR5 non sono più in situazione di carenza acuta, mentre la disponibilità di CPU sta migliorando, con l’eccezione di alcune referenze di fascia base e di fascia media che restano più difficili da reperire. Un dettaglio non banale, perché sono proprio quelle le componenti che finiscono nei portatili e nei desktop più venduti, quelli che la gente compra davvero.

C’è poi un altro elemento che Chen ha voluto sottolineare, ed è quasi controintuitivo rispetto al racconto della scarsità: l’offerta continua ad arrivare sul mercato, tanto che oggi ci sono parecchi fornitori in cerca di clienti tra i produttori di PC, mentre la domanda da parte degli acquirenti è comparativamente più bassa. Uno squilibrio che, se dovesse consolidarsi, lavora a favore di una discesa dei prezzi.

Aumenti tra il 5 e il 20% nel quarto trimestre del 2026

La parte meno piacevole della previsione riguarda i mesi che ci separano dal picco. Acer stima che i costi dei componenti cresceranno ancora nel quarto trimestre del 2026, con un rialzo che potrebbe collocarsi tra il 5 e il 20% a seconda delle categorie. Un margine ampio, che racconta quanto sia difficile fare previsioni precise in una fase del genere. A complicare il conto c’è anche il recente ritocco dei listini da parte di TSMC, un aumento che rischia di riversarsi sui prezzi dei processori già nelle prossime settimane. Quando si muove la fonderia che produce i chip per mezzo settore, l’effetto a catena è quasi automatico e arriva rapidamente fino allo scaffale.

Il picco dei prezzi, sempre secondo Chen, dovrebbe essere raggiunto attorno alla metà del 2027. Da lì in avanti è attesa una discesa graduale, non un crollo improvviso, accompagnata da una maggiore stabilità nella disponibilità di memoria. Il tono usato dal presidente di Acer, va detto, non è quello di chi giura sulla previsione con assoluta certezza, piuttosto quello di chi legge i segnali del mercato e prova a tracciare una traiettoria plausibile.

Fonte: TecnoAndroid

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