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Prima di buttare via il vecchio laptop, o anche solo di regalarlo al cugino che ne ha bisogno per l’università, c’è una serie di passaggi che conviene davvero non saltare. Non si tratta di paranoia: un computer dismesso porta con sé anni di file, password salvate, foto, documenti fiscali e accessi a servizi che restano recuperabili anche quando sembrano spariti. Buttarlo nella spazzatura, poi, non è nemmeno un’opzione sensata. Le strade migliori restano tre: venderlo se funziona ancora bene, donarlo, oppure portarlo in un centro di raccolta per il riciclo sicuro. Una macchina datata, del resto, ha spesso ancora una sua utilità. Può diventare un muletto di scorta, un piccolo server multimediale, un portatile da lasciare in cucina per le ricette. Quando però l’hardware è arrivato al capolinea, il problema diventa un altro: preparare il dispositivo per chi verrà dopo, senza lasciarsi dietro tracce personali.
Il backup viene prima di ogni altra cosa
Il backup è il passaggio numero uno, ancora prima di trasferire i file sul nuovo computer. Su Windows basta cercare Windows Backup dal menu Start: compare l’elenco di ciò che si può salvare su OneDrive e la data dell’ultimo salvataggio. Il limite è noto, gli account Microsoft gratuiti offrono soltanto 5GB di spazio cloud. Chi ne vuole di più deve abbonarsi, oppure ripiegare su un backup locale verso un hard disk o un SSD portatile. Copiare i file a mano funziona, certo, ma per automatizzare il lavoro la versione gratuita di EaseUS Todo Backup fa il suo mestiere. Visto che Windows Backup si occupa anche di impostazioni, dettagli dell’account e personalizzazioni, la soluzione mista resta la più intelligente.
Sui MacBook lo strumento di riferimento è Time Machine, integrato in macOS. Il percorso è Impostazioni di sistema > Generali > Time Machine > Aggiungi disco di backup, poi si seleziona l’unità collegata, meglio se con almeno il doppio della capacità del Mac. Anche iCloud può archiviare alcune categorie di dati, sotto Impostazioni di sistema > [Nome utente] > iCloud > Salvato su iCloud, sempre con i soliti 5GB gratuiti di partenza. Vanno bene pure software di terze parti e servizi cloud alternativi. Un controllo in più non guasta mai: attivare la sincronizzazione del browser per non perdere i segnalibri, per esempio, e dare un’occhiata alle porte del portatile, dove restano dimenticate chiavette USB minuscole o schede SD. Ultimo dettaglio spesso trascurato, il logout da tutti gli account e la disattivazione delle licenze software come quelle della suite Adobe. Alcune sono vincolate a un numero limitato di macchine, e un computer fantasma che occupa uno slot è una seccatura evitabile. Se non è chiaro come spostare la licenza, conviene annotare il product key e contattare il fornitore.
Cancellare davvero i dati, non solo in apparenza
Arriva il momento della cancellazione dei dati. Un semplice ripristino di fabbrica è la via più comoda, però i file eliminati restano tecnicamente recuperabili. Per fortuna le versioni recenti di Windows e macOS integrano strumenti che disconnettono gli account, azzerano tutto e rendono il contenuto del disco irrecuperabile. Esistono anche programmi esterni per chi vuole la certezza assoluta. Su Windows 11 il percorso è Start > Impostazioni > Sistema > Ripristino > Reimposta il PC. Si sceglie Rimuovi tutto, poi Download dal cloud o Reinstallazione locale, e nella pagina delle impostazioni aggiuntive va attivata l’opzione Pulisci dati per sovrascrivere l’unità in modo sicuro. Su Windows 10 si passa da Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Ripristino, con Inizia sotto Reimposta il PC. Su Windows 8.1 il menu è Impostazioni > Modifica impostazioni PC > Aggiornamento e ripristino > Ripristino. Per Windows 7 servono supporti avviabili, la partizione di ripristino del produttore oppure un tool esterno.
Il caso dei Mac, tra chip Apple e vecchi Intel
Su un Mac con macOS Monterey o successivi il percorso è Impostazioni di sistema > Generali > Trasferisci o inizializza > Inizializza contenuti e impostazioni. Servono la password del computer e quella dell’Apple ID, poi il sistema esce da iCloud, cancella tutto e riavvia.
Sui vecchi Mac con processore Intel il logout da iCloud va fatto a mano per rimuovere il blocco di attivazione, da Impostazioni di sistema > [Nome utente] > Esci oppure da Preferenze di Sistema > Apple ID > Panoramica > Esci. Poi si entra in modalità di recupero tenendo premuto Command + R al riavvio, si sceglie Utility Disco > Continua > Inizializza, formato APFS per i modelli con SSD, e infine Inizializza gruppo volumi. A operazione conclusa, se il portatile passerà ad altre mani, basta uscire da Utility Disco e selezionare Reinstalla macOS per lasciare una copia pulita del sistema.
Fonte: TecnoAndroid








