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Amazon si trova nuovamente a doversi difendere da delle accuse mosse dall’Unione Europea. Il motivo di queste nuove accuse, che in realtà riguardano un argomento già saltato fuori nei mesi precedenti, riguardano l’uso dei dati dei venditori di terze parti presenti sulla piattaforma online. Nello specifico si fa riferimento a come vengono usati questi dati per fare concorrenza sleale.

Il punto principale è proprio il duplice ruolo del colosso dell’e-commerce che da un lato fornisce una piazza virtuale per i venditori e dall’altro li usa a proprio vantaggio. Il reclamo è partito proprio da quest’ultimi. Attualmente Amazon può attualmente richiedere un’udienza a porte chiudersi per difendersi da tali accuse per il processo di antitrust dell’UE procede spedito per accorciare i tempi.

 

Amazon nel mirino dell’utente

Il capo dell’antitrust dell’Unione Europea è in questo momento Margrethe Vestager che ha la nomea a livello mondiale di essere uno dei più severi regolatori in tal senso. Le multe elargite in questi a colossi del calibro come Facebook e Google, quindi anche Alphabet, sono tutte opere sue, a sottolineare che non guarda in faccia a nessuno quando si tratta di difendere il mercato.

La sua azione è stata così influente che anche negli Stati Uniti l’amministrazione Trump ha proceduto con un’accusa di monopolio Google. Una novità in tal senso visto che negli USA hanno regole molto più morbide, soprattutto se si parla di colossi di questo calibro che sono anche un po’ il vanto del paese a livello mondiale. In ogni caso, a seconda di come andrà a finire tutto questo, Amazon potrebbe pagare o meno una cifra salatissima.

FONTEReuters