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In questo momento di grande incertezza a livello globale, con gli Stati Uniti che stanno vivendo una doppia emergenza, la pandemia e le proteste, Trump trova il tempo di attaccare Amazon. Secondo il POTUS, il colosso dell’e-commerce sta costando troppi posti di lavoro nel paese e nonostante questo, gode di troppe agevolazioni fiscali.

Condivisibile o meno, il discorso di Trump, a questo giro, ha un senso. La concorrenza di Amazon nei confronti dei negozi fisici è molto forte e spesso e volentieri, quasi sempre, vince il gigante. Viene fatto l’esempio dei centri commerciali. Anche solo cinque anni fa, tutti i negozi all’interno di quest’ultimi erano aperti mentre ora solo la metà riesce a tirare avanti.

 

Amazon: l’innovazione e chi rimane indietro

Dall’altro punto di vista, il discorso è meno sensato. Amazon ha portato un nuovo modo di fare affari, un nuovo modo di fare shopping. È stata una normale evoluzione. C’è chi si sta adeguando diventando uno dei tanti fornitori terzi presenti sulla piattaforma e c’è chi sta rimanendo indietro.

Facendo una similitudine, Netflix, soprattutto, ha di fatto dato il colpo di grazie a Blockbuster, ma il vero problema di quest’ultimo è che non ha saputo stare al passo con i tempi. Detto questo, il discorso di Trump tira in ballo un punto su cui probabilmente verranno fatti dei cambiamenti sostanziali.

Nel 2019 Amazon ha pagato 0 dollari in tasse; si parla negli Stati Uniti ovviamente. Non c’è molto da discutere in merito, ma di sicuro la colpa non è di Jeff Bezos o della sua creazione, ma di chi sta al potere e ha permesso tutto questo. Trump è in carica da 4 anni.