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Apple ha finalmente messo un piede nel mercato dei pieghevoli e, secondo gli analisti, non lo farà in punta di piedi: iPhone Duo è appena stato svelato e le stime sulle vendite parlano già di numeri che sposterebbero gli equilibri del settore. Un giudizio che circolava anche nelle settimane precedenti alla presentazione e che ora, a prodotto ufficiale, viene semplicemente ribadito con più convinzione.
Il punto è che Cupertino su questo fronte è arrivata tardi, molto tardi. Il segmento dei foldable esiste da anni, con Samsung a fare da apripista e da riferimento, mentre Apple ha preferito restare a guardare. Ora che la scelta è stata fatta, però, le previsioni suggeriscono che il ritardo potrebbe contare poco.
Cinque milioni di iPhone Duo entro fine anno
Dopo la presentazione del primo melafonino pieghevole, TrendForce ha diffuso una nuova stima sulle vendite dei dispositivi pieghevoli per il 2026, e i numeri attribuiti ad Apple sono decisamente ambiziosi. Secondo l’analisi, l’azienda potrebbe arrivare a piazzare 5 milioni di smartphone pieghevoli entro la fine dell’anno.
Cifra che va letta insieme alla tempistica, perché è lì che sta il senso della previsione. Il lancio è atteso per ottobre, il che significa concentrare quei volumi in una manciata di mesi soltanto. Non un anno intero di vendite, non una lunga rincorsa: pochi mesi, e basta. Per un prodotto nuovo, in una categoria dove Apple non ha mai messo piede prima, sarebbe un debutto tutt’altro che banale.
Se la stima venisse confermata, il risultato si tradurrebbe in una quota vicina al 24,8% del mercato globale dei pieghevoli. Tradotto: Apple diventerebbe il secondo produttore per quota di mercato, subito dietro Samsung, in tempi rapidissimi. Una scalata che altri marchi hanno provato a costruire in anni di tentativi, generazioni di prodotto e correzioni di rotta.
Il prezzo di iPhone Duo e il peso specifico di Apple
C’è poi la questione del listino, che di solito è il primo filtro tra curiosità e acquisto vero. Apple iPhone Duo è disponibile online da Comet.it a 2.369 euro, cifra aggiornata al 10 settembre 2026. Un posizionamento che colloca il dispositivo nella fascia alta della categoria, quella dove il pieghevole resta ancora un oggetto per pochi più che un telefono di massa.
Eppure è proprio questo dettaglio a rendere interessanti le previsioni degli analisti. Perché arrivare a 5 milioni di unità con un prezzo simile, e in un arco temporale così stretto, dice qualcosa su come viene percepito il peso specifico di Cupertino quando decide di entrare in un segmento. Non tanto per l’innovazione tecnica in sé, quanto per la capacità di trascinare una base di utenti già enorme verso un formato che finora aveva convinto solo una nicchia.
Il confronto con Samsung resta il metro naturale di paragone. I coreani hanno costruito il mercato dei pieghevoli praticamente da zero, hanno affinato cerniere e display piega dopo piega, generazione dopo generazione, e restano in testa alle stime per il 2026. Ma la distanza, almeno secondo i numeri messi nero su bianco, si accorcerebbe molto più in fretta del previsto.
Per il resto del comparto la questione è tutt’altro che teorica. Ogni punto percentuale che finisce nelle mani di Apple è un punto che qualcun altro perde, e in un settore ancora piccolo in termini assoluti gli spostamenti si sentono parecchio. Le prossime settimane, con il lancio di ottobre alle porte, diranno quanto quelle proiezioni reggeranno alla prova dei fatti.








