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Sì, ho preso spunto da Marques, lo so, ma è voluto. È stato l’unico che ha analizzato il device comprendendo che c’era un forte innamoramento iniziale dovuto alla novità e che, la vera recensione sarebbe iniziata solo “a luna di miele conclusa”. Arrivo in ritardo con questa review, ma c’è un motivo. Non volevo uscire insieme a tutti gli altri; il dispositivo è mio ed è quello che volevo DA ANNI. Nella video vi racconto tutto (mettetevi comodi perché sono stato ESAGERATO), qui sintetizzerò un po’ il tutto. Il Galaxy Z Fold8 è probabilmente il pieghevole Samsung più curioso degli ultimi anni. Non perché introduca semplicemente un nuovo processore, una cerniera più sottile o una fotocamera aggiornata, ma perché Samsung ha deciso di cambiare una delle caratteristiche che davamo ormai per scontate: la forma stessa del Fold. Anche se richiama il mio adorato Microsoft Surface Duo, ma vabbè.
Il risultato è uno smartphone molto più largo e compatto quando è chiuso, quasi come un piccolo taccuino o un passaporto, che una volta aperto diventa un tablet con display da 7,6 pollici in formato 4:3. È una scelta che migliora sensibilmente alcuni utilizzi, soprattutto lettura, navigazione web e produttività, ma che introduce anche compromessi nell’uso quotidiano da smartphone. È esattamente questo il punto interessante del Fold8: non è semplicemente un Fold7 migliorato. È un Fold diverso.
E dopo averlo utilizzato, la mia impressione è che Samsung abbia finalmente trovato un formato che rende il pieghevole più vicino all’idea di due dispositivi in uno, anche se non necessariamente più adatto a tutti.
https://youtu.be/YaP03mohWAA
Un Galaxy Z Fold completamente diverso
La prima cosa che si nota è il formato. Da chiuso il Galaxy Z Fold8 misura 123,9 x 81,9 x 9,7 mm e pesa appena 201 grammi. Una volta aperto raggiunge 123,9 x 161,4 x 4,5 mm. Samsung è riuscita quindi a contenere parecchio il peso, rendendolo il Fold più leggero della propria gamma, ma la forma rimane molto particolare.

È corto e largo. Molto più largo rispetto a un normale smartphone. E questo cambia completamente la sensazione in mano. Da chiuso sembra quasi un piccolo tablet che qualcuno ha deciso di comprimere. Non è necessariamente scomodo, ma richiede di cambiare abitudine. Usarlo con una sola mano è più complicato, soprattutto quando si deve raggiungere la parte opposta dello schermo o quando si utilizza la tastiera. D’altra parte, questa larghezza è proprio ciò che rende interessante il Fold8 quando lo si apre. È una scelta progettuale che può sembrare strana sulla carta, ma che diventa molto più comprensibile dopo aver utilizzato il dispositivo per qualche giorno.

Due display che finalmente hanno una logica precisa
Il display esterno è un AMOLED LTPO da 5,5 pollici, con risoluzione di 1.248 x 1.972 pixel, refresh rate fino a 120 Hz e supporto HDR10+. Il pannello utilizza inoltre Gorilla Glass Victus Ceramic 3 e un nuovo trattamento antiriflesso. Ed è proprio il trattamento antiriflesso una delle caratteristiche che apprezzo maggiormente.
All’aperto il display rimane più leggibile e Samsung ha lavorato molto per ridurre i riflessi, un aspetto che su uno smartphone utilizzato quotidianamente conta probabilmente più di qualche pixel aggiuntivo. Ma è quando apro il Fold8 che il concetto diventa interessante.

Il pannello interno è un AMOLED LTPO da 7,6 pollici, con risoluzione di 1.828 x 2.448 pixel, refresh rate fino a 120 Hz e luminosità di picco di 3.000 nit. Il rapporto vicino al 4:3 lo rende molto più simile a quello di un tablet tradizionale. Per leggere un articolo, consultare documenti, lavorare su due applicazioni oppure semplicemente guardare contenuti, il formato funziona molto bene.

E la piega? Samsung ha fatto probabilmente il passo avanti più evidente delle ultime generazioni. Il sistema Flex Titanium, con strati aggiuntivi e componenti in titanio, rende la piega molto meno evidente sia alla vista sia al tatto. Non sparisce completamente, ma la differenza rispetto alle precedenti generazioni è concreta. Il problema è quando devo usarlo come smartphone Ed è qui che emerge il principale compromesso.
Il Galaxy Z Fold8 è fantastico quando lo utilizzo aperto. Quando è chiuso, invece, devo abituarmi a un dispositivo ABBASTANZA largo. Anche la tastiera è una conseguenza diretta di questa scelta. Il formato esterno permette di avere una superficie maggiore, ma proprio la larghezza rende difficile raggiungere comodamente tutti i tasti con una sola mano. È possibile utilizzare la modalità a una mano, ma non è la soluzione ideale per chi scrive moltissimo mentre cammina. Inoltre, per la prima volta, ho dovuto ingrandire i caratteri perché… non ci vedevo!!!
In compenso, quando apro il display interno, la situazione cambia completamente. La tastiera occupa una porzione molto più ragionevole dello schermo e rimane molto più spazio per visualizzare quello che sto scrivendo. È un esempio perfetto di come il Fold8 non voglia semplicemente essere un telefono che diventa più grande, ma un dispositivo che cambia interfaccia in base al modo in cui lo sto utilizzando.
Prestazioni da vero top di gamma
Sotto la scocca troviamo il Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, accompagnato da configurazioni con 12 o 16 GB di RAM e 256 GB, 512 GB oppure 1 TB di memoria interna. Le prestazioni sono quelle che mi aspetto da un top di gamma Samsung. Non ci sono rallentamenti significativi e soprattutto il processore ha abbastanza potenza per sfruttare realmente il multitasking del Fold. Ed è proprio qui che il formato assume un senso.
Con lo schermo aperto posso utilizzare fino a tre applicazioni contemporaneamente in diverse configurazioni, mentre altre possono rimanere aperte come finestre flottanti. Non è una funzione che utilizzo necessariamente ogni minuto, ma quando serve è una delle caratteristiche che distinguono davvero un pieghevole da uno smartphone tradizionale.
Software
Il Fold8 arriva con Android 17 e One UI 9. Samsung continua a essere uno dei produttori che ha sviluppato meglio il software per i dispositivi pieghevoli. Il multitasking è maturo, le applicazioni possono essere affiancate, sovrapposte o ridotte in finestre e l’interfaccia sfrutta in maniera convincente il display interno.
Ci sono anche le funzioni AI, Google Gemini e strumenti come Now Bar e Now Nudge. Meh, meh… che vi devo dire. Gemini super wow, il resto okay. La politica di aggiornamento rimane inoltre uno dei punti forti: Samsung promette sette generazioni di aggiornamenti Android e sette anni di aggiornamenti di sicurezza, con supporto indicato fino al 31 luglio 2033. È un elemento importante considerando quanto costa questo smartphone.

Comparto fotografico
Ed eccoci al punto che secondo me fa più discutere. Il Galaxy Z Fold8 ha una fotocamera posteriore principale da 50 megapixel e una ultragrandangolare sempre da 50 megapixel. Non c’è un teleobiettivo dedicato. Le due fotocamere principali producono risultati convincenti, soprattutto durante il giorno, con colori piacevoli, buona nitidezza e una messa a fuoco rapida. Anche i video arrivano fino a 4K a 60 fps.

Ma a questo prezzo mi sarei aspettato di più. L’assenza del teleobiettivo si sente soprattutto quando si prova a spingersi oltre il semplice 2x ottenuto tramite crop dal sensore principale. Lo zoom digitale a ingrandimenti più elevati perde rapidamente qualità. È una scelta che diventa ancora più difficile da giustificare se guardiamo alla concorrenza e soprattutto allo Z Fold8 Ultra. Tuttavia le chicche software sono quelle cose che fanno dire alle persone vicine: “WOW!” (guardate il video per capire) Il Fold8 è quindi un ottimo smartphone per foto e video, ma non è il cameraphone definitivo di Samsung.
Batteria e autonomia
La batteria ha una capacità di 4.800 mAh ed è realizzata per la prima volta su un Fold Samsung con tecnologia al silicio-carbonio. La capacità aumenta del 10% rispetto alla generazione precedente pur mantenendo un corpo più compatto. Nell’uso quotidiano l’autonomia è più che sufficiente per arrivare alla fine della giornata con un utilizzo medio-intenso.
Vi faccio un esempio? Dopo i primi 3 giorni di calibrazione della batteria, ho fatto dalle 07.00 alle 16.00 con un utilizzo esagerato (comprese 4 ore e mezzo di navigazione sotto 41°) e sono arrivato al 50%. Copro il giorno intero senza problemi. Nell’uso quotidiano, dalle 09.00 arrivo alle 23 con ancora il 32% di autonomia, in media. CHE SVOLTA. La ricarica cablata arriva finalmente a 45 W, mentre quella wireless raggiunge 20 W.

Non siamo ai livelli di velocità raggiunti da alcuni produttori cinesi, ma il passaggio dai precedenti 25 W è comunque significativo. Samsung indica inoltre circa 70% di carica in mezz’ora con un alimentatore da almeno 45 W.
Prezzo e conclusioni
In Italia il Galaxy Z Fold8 parte da 2.099 euro nella configurazione da 256 GB. La versione da 512 GB sale a 2.299 euro, mentre quella da 1 TB arriva a 2.699 euro. Sono cifre importanti, inutile girarci intorno. Ma Samsung sta proponendo numerose promozioni e iniziative commerciali, e questo può cambiare parecchio il rapporto qualità/prezzo effettivo. Trade-in, sconti e promozioni di lancio possono ridurre significativamente l’esborso rispetto al listino. E in questo caso vale particolarmente la pena considerare il prezzo reale a cui si riesce ad acquistarlo.
Ad ogni modo, Galaxy Z Fold8 mi ha lasciato (e mi lascia ancora oggi visto che è il mio nuovo daily driver) una sensazione particolare. È uno smartphone che migliora molto il concetto di pieghevole, ma contemporaneamente introduce un compromesso che prima non avevamo. Da aperto è eccellente. Il display 4:3 da 7,6 pollici, la piega molto meno evidente, la potenza dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 e il multitasking di One UI 9 costruiscono un’esperienza che ha davvero senso. Da chiuso, invece, è un dispositivo più particolare. È largo, la tastiera non è perfetta e l’utilizzo a una mano non è il suo punto forte.
La domanda quindi non è se il Galaxy Z Fold8 sia migliore di uno smartphone tradizionale, ma se abbiamo bisogno di un telefono che possa diventare un tablet quando serve. Per chi legge molto, lavora dal telefono, gestisce documenti, utilizza frequentemente il multitasking o consuma tanti contenuti, la risposta può essere sì. E in quel caso il formato del Fold8 ha finalmente una logica precisa. Per me? È quello che volevo: un prodotto TASCABILE (ancora soffro per la cancellazione del mio adorato iPhone mini) che, all’occorrenza, diventa un tablet compatto come iPad mini. Ci siamo riusciti. E cosa più importante… ha un software adeguato per l’uso fold. L’esperienza di Samsung si vede. Il vero difetto? Anche se c’è la DeX Mode, non c’è la modalità desktop che mi permette di sfruttarlo per molte figate come l’Ultra. Non so se dipenda dalla cerniera o da un posizionamento diverso, ma è un’assenza che si fa sentire.






















