In questo articolo Indice dei contenuti 9 sezioni
Ci sono cuffie che cercano di conquistare l’attenzione con numeri estremi e altre che puntano tutto sulla praticità. Le Sony WH-CH730N appartengono decisamente alla seconda categoria, ma lo fanno senza rinunciare a una dotazione tecnologica sorprendentemente ampia. Il loro obiettivo sembra essere quello di creare un paio di cuffie wireless utilizzabili praticamente durante tutta la giornata, mantenendo dimensioni contenute, peso ridotto e un sistema di cancellazione del rumore sufficientemente evoluto.
Il dato che emerge immediatamente è quello dei 207 grammi, soprattutto considerando che siamo davanti a un modello over-ear con ANC, batteria integrata e struttura pieghevole. Sony ha infatti lavorato sulla leggerezza senza trasformare le WH-CH730N in un prodotto eccessivamente essenziale. Al contrario, sotto una costruzione piuttosto semplice si trovano Dual Noise Sensor, modalità Ambient Sound, Adaptive Sound Control, LE Audio, Auracast, multipoint, Auto Switch e un sistema di elaborazione della voce basato sull’intelligenza artificiale.
Ed è proprio questo contrasto a rendere interessante il prodotto. La leggerezza non sacrifica la dotazione, mentre l’autonomia permette di utilizzare le cuffie per molto tempo prima di dover cercare un caricatore.
Una struttura che punta sul comfort

Credits: TecnoAndroid
Il primo elemento che considero importante nelle WH-CH730N è il rapporto tra formato e peso. Il design è over-ear, quindi i padiglioni circondano le orecchie anziché appoggiarsi direttamente su di esse. In teoria è una soluzione particolarmente adatta alle sessioni prolungate, perché distribuisce il contatto su una superficie più ampia.
Il peso di circa 207 grammi diventa quindi ancora più significativo. Sony ha realizzato una struttura pieghevole che può essere ridotta per il trasporto, mantenendo comunque il formato over-ear. Non è una caratteristica secondaria: una cuffia pensata per essere portata al lavoro, utilizzata durante gli spostamenti e poi riposta nello zaino beneficia concretamente della possibilità di occupare meno spazio.
La mia impressione è che questa sia una delle scelte progettuali più riuscite del modello. Una cuffia ANC può facilmente diventare pesante e ingombrante, mentre qui Sony è riuscita a mantenere il peso relativamente contenuto. Comfort e portabilità sembrano essere stati considerati elementi fondamentali e non semplici conseguenze del progetto. I controlli rimangono inoltre basati su pulsanti fisici, una scelta che personalmente apprezzo. Quando si utilizza una cuffia fuori casa, soprattutto camminando o muovendosi rapidamente, poter sentire fisicamente la pressione di un pulsante è spesso più pratico rispetto a una superficie touch.
Il Noise Cancelling è il cuore del progetto

Credits: TecnoAndroid
La sigla “N” presente nel nome non è un dettaglio estetico: le WH-CH730N integrano un sistema ANC basato sulla tecnologia Dual Noise Sensor. Sony utilizza due microfoni su ciascun padiglione per rilevare il rumore e intervenire sull’esperienza d’ascolto. La possibilità di ridurre il rumore esterno modifica infatti radicalmente l’utilizzo di un modello over-ear, soprattutto negli ambienti dove il rumore continuo rischia di coprire parte della musica o dei contenuti vocali.
Sony affianca alla cancellazione del rumore anche la modalità Ambient Sound, che può essere regolata su 20 livelli. L’idea è esattamente opposta all’ANC: invece di isolare completamente l’ascoltatore, permette di far rientrare nell’esperienza i suoni dell’ambiente circostante. È una funzione che considero particolarmente importante nella vita quotidiana. Non sempre indossare le cuffie significa voler essere completamente isolati. In strada, in ufficio o durante gli spostamenti può essere necessario sentire ciò che succede intorno a noi, e avere un controllo così granulare permette di trovare un compromesso più adatto alla situazione.
A questo si aggiunge Adaptive Sound Control, che permette di adattare automaticamente determinate impostazioni alle abitudini e agli scenari di utilizzo. È un approccio che rende la gestione meno manuale e contribuisce a trasformare la cuffia in un dispositivo più autonomo.
Un sistema audio costruito per essere personalizzato

Credits: TecnoAndroid
Sul fronte audio, Sony utilizza driver dinamici da 30 mm e accompagna l’hardware con una parte software molto importante. L’azienda parla di una messa a punto ispirata al know-how della serie 1000X e integra DSEE per intervenire sulle alte frequenze perse nei file compressi.
Non considero però il semplice diametro del driver sufficiente per giudicare la qualità sonora. È molto più interessante osservare cosa permette di fare il sistema nel suo complesso. Le WH-CH730N dispongono infatti di un equalizzatore a 10 bande, attraverso il quale è possibile modificare il carattere del suono in maniera decisamente più approfondita rispetto ai preset basilari.
Questo è uno degli aspetti che personalmente apprezzo maggiormente. Non esiste un’unica impostazione audio capace di soddisfare tutti. Alcune persone preferiscono bassi più presenti, altre cercano un’impostazione più neutra, altre ancora vogliono enfatizzare le voci. Avere dieci bande permette di intervenire con una precisione maggiore. Sony aggiunge anche Game EQ, oltre al supporto a 360 Reality Audio. Le WH-CH730N non sono quindi limitate all’ascolto musicale tradizionale, ma possono essere adattate a scenari differenti. Il DSEE completa un sistema che punta molto sull’elaborazione digitale. Non può ovviamente ricreare informazioni definitivamente eliminate dalla compressione, ma rappresenta un ulteriore strumento con cui Sony cerca di migliorare la resa percepita delle sorgenti compresse.
La batteria è più interessante di quanto suggerisca il formato

Credits: TecnoAndroid
Uno dei dati che considero più convincenti è l’autonomia. Con una ricarica completa, Sony dichiara fino a 50 ore con ANC attivo e fino a 75 ore con la cancellazione del rumore disattivata utilizzando AAC o SBC. Con il codec LC3, i valori scendono rispettivamente a 45 e 70 ore. La differenza tra i vari scenari è importante perché evita di trasformare il numero “75 ore” in una promessa generica. L’autonomia effettiva dipende dal codec, dall’ANC, dalle modalità utilizzate e dalle impostazioni dell’app.
Sony specifica inoltre che funzioni come EQ e DSEE possono ridurre la durata della batteria e che l’effetto può sommarsi quando vengono utilizzate contemporaneamente altre impostazioni. È quindi corretto considerare i valori dichiarati come condizioni massime e non come una durata garantita in qualsiasi configurazione.
Detto questo, anche il dato più conservativo rimane molto interessante. 50 ore con ANC significano una quantità di ascolto notevole prima di dover ricaricare la cuffia, soprattutto considerando che l’ANC è una delle funzioni che normalmente incide maggiormente sui consumi. La ricarica completa richiede circa 3 ore attraverso USB-C, ma Sony ha previsto anche la ricarica rapida. Bastano 3 minuti per ottenere circa un’ora di riproduzione, mentre 10 minuti permettono di arrivare a circa 4,5 ore.
Chiamate: qui Sony ha lavorato parecchio

Credits: TecnoAndroid
Le WH-CH730N non sono pensate soltanto per ascoltare musica. Sony ha dedicato particolare attenzione alla qualità delle conversazioni, utilizzando microfoni con beamforming insieme alla tecnologia Precise Voice Pickup e a un’elaborazione AI basata su una rete neurale profonda.
La configurazione comprende due microfoni per padiglione, utilizzati anche nel sistema Dual Noise Sensor. Questo permette all’elettronica di lavorare sia sul rumore ambientale durante l’ascolto sia sulla cattura della voce durante le chiamate. A completare il sistema c’è la riduzione del rumore del vento, pensata per limitare le interferenze quando si parla o si ascolta musica in condizioni esterne meno favorevoli. È un dettaglio che può sembrare secondario sulla scheda tecnica, ma diventa interessante proprio per una cuffia destinata all’uso quotidiano fuori casa.
Connettività: qui le CH730N sono tutt’altro che essenziali

Credits: TecnoAndroid
La dotazione wireless è particolarmente ricca. Sono presenti LE Audio e Auracast, oltre al multipoint, Fast Pair e Swift Pair. Sony include anche Auto Switch, che può gestire automaticamente il passaggio dell’uscita audio tra cuffie e speaker in determinati scenari tramite l’app Sound Connect. Il multipoint è probabilmente la funzione più immediatamente utile. Permette di mantenere una relazione più flessibile con più dispositivi, caratteristica preziosa soprattutto per chi utilizza contemporaneamente smartphone e computer.
LE Audio e Auracast hanno invece un significato più legato all’evoluzione dell’ecosistema Bluetooth. Sono tecnologie che ampliano le possibilità della connettività audio e rendono le cuffie più interessanti anche guardando agli scenari futuri. Non farei però del numero della versione Bluetooth il principale argomento di vendita: Sony nella documentazione ufficiale che ho verificato punta soprattutto sulle funzioni offerte, come LE Audio e Auracast, piuttosto che enfatizzare una specifica versione numerica del Bluetooth. Un altro punto a favore è la presenza del jack da 3,5 mm. In un mercato in cui molte cuffie wireless stanno eliminando completamente il collegamento analogico, avere anche questa possibilità aumenta la flessibilità del prodotto.
Un software che non è soltanto un accessorio

Credits: TecnoAndroid
Sony Sound Connect ha un ruolo importante nell’esperienza complessiva. Attraverso l’app è possibile gestire l’ANC e la modalità Ambient Sound, controllare lo stato della batteria, configurare l’Auto Switch e intervenire sulle impostazioni audio. Sono presenti inoltre funzioni come Voice Assistant, Battery Care e spegnimento automatico. Quest’ultimo può intervenire dopo 15 minuti di inutilizzo, contribuendo a evitare consumi accidentali.
Mi piace soprattutto il fatto che l’app permetta di trasformare la cuffia in un dispositivo molto più personalizzabile rispetto a quanto suggerisca il suo aspetto. L’hardware è importante, ma una parte significativa dell’esperienza passa ormai dal software. Anche il controllo del volume massimo su cinque livelli rappresenta una scelta interessante dal punto di vista dell’accessibilità e della gestione dell’ascolto. Non è una funzione che cambia la qualità audio, ma dimostra una certa attenzione verso il modo in cui il prodotto viene utilizzato nel quotidiano.
Le rinunce sono poche, ma vanno considerate

Credits: TecnoAndroid
Le WH-CH730N sono abbastanza complete, ma non sono prive di compromessi. La prima cosa da ricordare è che non sono impermeabili: la guida Sony specifica che le cuffie non sono waterproof e che l’esposizione a pioggia o sudore può provocare problemi, soprattutto durante la ricarica. Questo significa che il peso contenuto e il design pieghevole non devono essere interpretati come una vocazione sportiva. Sono cuffie da trasporto e uso quotidiano, non un prodotto progettato per essere utilizzato senza precauzioni sotto la pioggia.
Il secondo elemento è rappresentato dal comportamento dell’autonomia quando vengono attivate molte funzioni contemporaneamente. ANC, DSEE, EQ e altre impostazioni possono ridurre il dato massimo dichiarato. Non è un’anomalia, ma è bene ricordarlo quando si confrontano i numeri della scheda tecnica. Per il resto, la presenza contemporanea di USB-C e jack da 3,5 mm rende il prodotto più flessibile rispetto a molte alternative esclusivamente wireless.
Conclusioni
Le Sony WH-CH730N sono cuffie che cercano di occupare uno spazio molto preciso: quello di un modello over-ear leggero, pieghevole e tecnologicamente completo, senza arrivare alle dimensioni e alla complessità dei prodotti più costosi della gamma Sony. Il sistema Dual Noise Sensor dà loro una vera capacità di cancellazione del rumore, mentre i 20 livelli della modalità Ambient Sound permettono di gestire con maggiore precisione il rapporto con l’ambiente. L’Adaptive Sound Control aggiunge inoltre un livello di automazione interessante.
Sul fronte audio, la combinazione tra driver da 30 mm, DSEE, EQ a 10 bande, Game EQ e 360 Reality Audio offre un livello di personalizzazione che considero superiore a quello che ci si aspetterebbe da una cuffia concepita principalmente per l’uso quotidiano. La parte più convincente rimane però l’equilibrio. 207 grammi, 50 ore con ANC, ricarica rapida, struttura pieghevole, jack da 3,5 mm e una connettività moderna formano un insieme difficile da ridurre a una singola caratteristica.
Non sono cuffie perfette: non sono impermeabili e l’autonomia reale può scendere sensibilmente quando si attivano contemporaneamente diverse funzioni. Ma sono compromessi comprensibili all’interno del progetto. La mia impressione finale è quindi quella di un prodotto pensato con una logica molto concreta. Sony ha preso alcune delle funzioni che normalmente rendono interessanti le cuffie più evolute e le ha inserite in una struttura relativamente leggera e facilmente trasportabile. Ed è proprio questo equilibrio tra tecnologia, autonomia e praticità a rendere le WH-CH730N uno dei modelli più interessanti della nuova proposta Sony.
La nostra valutazione
Pro
- Ottima autonomia
- Buona qualità audio
- Peso ridotto
- ANC presente
- jack da 3,5mm
Contro
- Nessuna certificazione IP
Fonte: TecnoAndroid




















