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YouTube Premium Lite si prepara ad arrivare in tutti i paesi dove è già disponibile l’abbonamento Premium, e nello stesso annuncio la piattaforma ha messo nero su bianco una stretta importante sui requisiti per monetizzare un canale. Due notizie che viaggiano insieme, perché parlano della stessa cosa, ovvero come vengono divisi i soldi tra Google e chi carica video.
Il cambiamento più pesante riguarda il Programma Partner di YouTube, quello che permette ai creator di guadagnare dai propri contenuti. Si tratta del primo aggiornamento davvero significativo dei requisiti di accesso da diversi anni, e la direzione è chiara, la soglia si alza. Anzi, in certi casi raddoppia.
YouTube: requisiti raddoppiati per entrare nel Programma Partner
Nel dettaglio, per accedere alla monetizzazione servirà arrivare a 8.000 ore di visualizzazione negli ultimi 365 giorni oppure, in alternativa, a 20 milioni di visualizzazioni qualificate sugli Shorts negli ultimi 90 giorni. Resta invariato il requisito dei 1.000 iscritti, che era e rimane la soglia base.
Il confronto con la situazione attuale rende bene l’idea del salto. Fino a oggi bastavano 4.000 ore di visualizzazione o 10 milioni di visualizzazioni sugli Shorts. In pratica, entrambi i parametri sono stati esattamente raddoppiati, senza mezze misure.
La data da segnare è il 1° febbraio 2027, momento in cui le nuove regole entreranno ufficialmente in vigore. Chi è già dentro il programma può stare tranquillo, i requisiti aggiornati non avranno effetto retroattivo e nessuno verrà escluso per non aver raggiunto le nuove soglie. C’è però un passaggio obbligato per tutti, vecchi e nuovi partner, ovvero l’accettazione dei termini aggiornati.
La motivazione ufficiale? YouTube spiega che queste modifiche permetteranno alla piattaforma di investire in nuovi programmi di incentivi pensati per sostenere la crescita dei creator e i diversi modelli di business che funzionano sull’ecosistema. Una formula piuttosto generica, che al momento non si traduce in annunci concreti su quali saranno questi programmi.
Premium Lite si allarga e il 60% delle entrate va ai creator
L’altra metà dell’annuncio riguarda l’abbonamento più economico della piattaforma. Premium Lite, la versione ridotta di Premium che costa meno e offre meno funzioni, verrà estesa a tutti i mercati in cui è già presente l’abbonamento completo. La tempistica precisa dell’espansione non è stata comunicata, quindi non ci sono ancora date da appuntare sul calendario.
Interessante il dato che YouTube tira fuori per giustificare la spinta sugli abbonamenti, in media i creator guadagnano di più per singolo utente da Premium che dalla pubblicità, sulla base delle performance registrate nel 2026. Un messaggio abbastanza esplicito rivolto a chi vive di visualizzazioni, gli abbonati valgono più degli spettatori che vedono gli annunci.
Sul fronte della ripartizione dei ricavi i numeri sono precisi. Per Premium Lite i creator si spartiranno un fondo che rappresenta il 60% delle entrate nette da abbonamento. Per le visualizzazioni provenienti da utenti Premium, invece, la quota condivisa scende al 30% delle entrate nette. Due percentuali diverse per due tipologie di abbonamento diverse, con la versione Lite che paradossalmente riconosce una fetta più generosa.
Chi tiene d’occhio i numeri dal pannello di controllo non dovrà cercare nuove voci o nuovi report. I guadagni derivanti da Premium Lite vengono inclusi direttamente nelle metriche standard di YouTube Premium all’interno di YouTube Analytics, quindi tutto confluisce nello stesso posto senza distinzioni visibili.
Nel frattempo la piattaforma continua ad arricchire il pacchetto Premium con altri vantaggi, dall’accesso gratuito a Peacock per gli abbonati previsto nei prossimi mesi fino alla riproduzione dei podcast migliorata, riservata anche quella a chi paga. Si aggiunge poi il nuovo sistema di messaggistica interna all’app, con chat su invito.










