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Con Xiaomi 18 Fold il produttore cinese entra ufficialmente nella categoria dei pieghevoli larghi, quella che nel 2026 sta diventando il vero terreno di scontro tra i grandi nomi del settore. L’azienda lo chiama mid fold, una definizione che rende bene l’idea di un dispositivo che sta a metà strada tra il classico foldable a libro e il formato compatto. Il debutto avviene sul mercato asiatico, con un listino che parte da 10.999 yuan, ovvero circa 1.411 euro.
La concorrenza in questa fascia non manca. Basta guardare a Galaxy Z Fold 8, a Pura X Max o al vociferato iPhone Ultra per capire che il formato wide non è più una curiosità di nicchia ma una direzione precisa, verso cui si stanno muovendo praticamente tutti i marchi che contano. Xiaomi arriva con quattro colorazioni, Black, Ceramic Special Edition, Warm Gold e Nishino Red, e altrettante configurazioni di memoria.
Xiaomi 18 Fold, memorie e processore Xring O3

Il taglio d’ingresso è quello da 12GB di RAM con 256GB di archiviazione, mentre in cima alla gamma si trova la versione da 16GB con 1TB. Quest’ultima è anche l’unica a montare memorie LPDDR6, dettaglio non banale visto che tutte le altre varianti si fermano alle LPDDR5X. Una scelta che di fatto crea due livelli diversi di prestazioni all’interno della stessa famiglia di prodotto.
Il cuore del sistema è il processore Xring O3, annunciato il mese scorso e prodotto da TSMC con processo a 3nm su nodo N3P. È il chip proprietario su cui l’azienda ha investito parecchio e vederlo montato su un pieghevole di questa fascia dice molto sulla fiducia riposta nel progetto. L’autonomia è affidata a una batteria da 6.000mAh, numero decisamente rispettabile per un dispositivo che si piega, con ricarica rapida cablata a 67W e wireless a 50W.
Display AMOLED e comparto fotografico Leica

Sul fronte schermi, Xiaomi 18 Fold mette in campo un pannello esterno da 5,38 pollici con risoluzione 1712×1168 e uno interno da 7,58 pollici a 2364×1672. Entrambi sono AMOLED con refresh rate che arriva fino a 120Hz e luminosità adattiva capace di spaziare da 1 fino a 4.000nit. Quel valore minimo di 1nit è quello che serve davvero quando si guarda lo schermo al buio, un dettaglio spesso sottovalutato ma che nell’uso quotidiano fa la differenza.
Il comparto fotografico porta la firma Leica, ormai una costante nei top di gamma della casa. Sul retro trovano posto tre sensori: il principale da 200MP con apertura f/1,7, un ultra grandangolare da 50MP f/2,4 e un teleobiettivo periscopico da 50MP f/2,8 con zoom ottico 3,5x. Una configurazione che punta a non fare sconti rispetto ai flagship tradizionali, cosa che sui pieghevoli non è mai stata scontata vista la difficoltà di far entrare ottiche complesse in uno spessore ridotto.
Il formato mid fold resta la vera carta da giocare. Chiuso somiglia più a uno smartphone normale che a un blocchetto stretto e lungo, aperto offre una superficie utile che si avvicina a quella di un piccolo tablet senza le proporzioni allungate che hanno caratterizzato la prima generazione di questi dispositivi. È una filosofia diversa, che punta sull’usabilità immediata più che sull’effetto scenico.
Per ora la disponibilità riguarda il mercato asiatico, con le quattro varianti cromatiche già a listino e il prezzo di partenza fissato a 10.999 yuan.








