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Xiaomi ha portato in Italia tre nuovi dispositivi da polso, e la cosa interessante è che nessuno dei tre supera i settanta euro. Si tratta dei due smartwatch REDMI Watch 6 Lite e REDMI Watch 6 Active, entrambi versioni alleggerite nel prezzo del REDMI Watch 6, e dello Xiaomi Smart Band 11 Active, un fitness tracker che punta tutto sull’autonomia. Sono già acquistabili, senza attese o liste di prenotazione. Guardandoli affiancati, i due orologi sembrano gemelli. Stessa filosofia costruttiva, stesso spessore, stesse linee. Le differenze però ci sono e non sono dettagli da poco, soprattutto per chi corre o va in bici e vorrebbe lasciare il telefono a casa.
REDMI Watch 6 Lite e REDMI Watch 6 Active
Il REDMI Watch 6 Lite ha cassa in plastica e cinturino in TPU, materiali che spiegano bene il posizionamento di prezzo. Lo schermo è un AMOLED da 1,96 pollici con risoluzione 410×502 pixel, supporta la modalità Always on e regola la luminosità in automatico grazie a un sensore dedicato, arrivando fino a 1.500 nit. Spessore di 9,9 millimetri, peso di 27,8 grammi, quindi si dimentica facilmente al polso anche di notte.
La parte più concreta riguarda il tracciamento. A bordo c’è un chip GNSS compatibile con GPS, Galileo, GLONASS, BeiDou e QZSS, il che significa registrare un percorso senza portarsi dietro lo smartphone. Poi accelerometro, giroscopio, bussola e cardiofrequenzimetro per tenere sotto controllo salute e allenamenti. Altoparlante e microfono ci sono, così si risponde alle chiamate direttamente dall’orologio via Bluetooth 5.3. La batteria da 470 mAh dichiara fino a 18 giorni di autonomia, il sistema operativo è HyperOS, il prezzo è 69,99 euro.
Il REDMI Watch 6 Active parte dagli stessi materiali, plastica e TPU, ma scende un gradino sotto su più fronti. Il display AMOLED è da 1,85 pollici con risoluzione 390×450 pixel e luminosità massima di 1.200 nit. Spessore identico, 9,9 millimetri, peso leggermente inferiore a 26 grammi. Qui manca il chip GNSS, quindi per la mappa dell’allenamento serve per forza il telefono in tasca. Restano altoparlante e microfono per le chiamate in Bluetooth 5.3, mentre lato sensori si scende ad accelerometro e cardiofrequenzimetro. Stessa batteria da 470 mAh e stessi 18 giorni dichiarati, stesso HyperOS. Il prezzo scende a 46,99 euro, poco più di venti euro di differenza rispetto al modello Lite.
Xiaomi Smart Band 11 Active, il braccialetto che dura tre settimane
Chi cerca qualcosa di ancora più essenziale trova lo Xiaomi Smart Band 11 Active, che abbandona l’AMOLED per uno schermo TFT da 1,47 pollici con risoluzione 172×320 pixel. Una scelta coerente con la fascia di prezzo, e probabilmente anche con l’autonomia. Il sensore PPG lavora insieme all’accelerometro per monitorare frequenza cardiaca, ossigeno nel sangue, qualità del sonno e livelli di stress, oltre ai parametri delle attività sportive, che superano quota 50 tra modalità disponibili. Il collegamento allo smartphone passa dal Bluetooth 5.3, come sugli smartwatch della stessa famiglia.
Sull’autonomia c’è il dato più notevole di tutti e tre i prodotti. La batteria è da 300 mAh, quindi più piccola rispetto a quella degli orologi, eppure il tracker arriva a dichiarare fino a 21 giorni di utilizzo. Tre settimane senza cercare il cavetto, che per un dispositivo pensato per essere indossato ventiquattro ore su ventiquattro fa una differenza pratica enorme. Il prezzo è di 29,99 euro. Tre prodotti, tre fasce di prezzo ravvicinate, una logica piuttosto chiara nel catalogo Xiaomi: chi vuole il GPS integrato paga 69,99 euro, chi si accontenta dello smartwatch senza tracciamento autonomo ne spende 46,99, chi vuole solo il monitoraggio di base al polso resta sotto i trenta euro.








