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FIAT Panda, la nuova generazione sarà ibrida e prodotta in Italia

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La nuova FIAT Panda non sarà elettrica ma continuerà a puntare sull’ibrido, e soprattutto verrà costruita in Italia. È questa la direzione confermata dai vertici del marchio torinese, che stanno preparando un’utilitaria capace di recuperare i tratti più riconoscibili della Panda storica mescolandoli con il linguaggio stilistico della Grande Panda. Obiettivo dichiarato: una city car semplice, moderna e con un prezzo che non faccia scappare la gente dalla concessionaria.

Il tema dei costi, del resto, è diventato centrale. Negli ultimi dieci anni i listini delle piccole sono cresciuti in modo impressionante, anche per effetto del passaggio all’elettrico, e Stellantis si trova oggi a dover contenere le spese mentre affronta la concorrenza aggressiva dei costruttori cinesi. Una partita difficile, che si gioca sul filo di pochi euro di differenza.

Le parole di Gaetano Thorel

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Gaetano Thorel, responsabile per l’Europa di FIAT e Abarth, ha insistito proprio sull’importanza di mantenere la produzione entro i confini nazionali. Secondo le indiscrezioni, la Pandina di nuova generazione dovrebbe nascere nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, in Campania, dove già oggi viene assemblata la serie attuale.

In una intervista ad Autocar il manager non ha girato attorno alle difficoltà degli ultimi anni. “Abbiamo attraversato il deserto e siamo sopravvissuti”, ha detto, con una franchezza che nel settore non è così comune. E ha aggiunto: “È un percorso difficile, ma sono estremamente soddisfatto della direzione che stiamo prendendo”. Nel 2026, con la gestione Filosa, il gruppo è tornato a crescere in Europa e le vendite superano stabilmente le 100.000 unità al mese.

La Grande Panda non ha centrato subito i numeri che ci si aspettava, ma è diventata comunque un pilastro del listino. Thorel invita però a guardare oltre i dati grezzi: per valutare davvero la salute di un marchio, sostiene, conta il peso conquistato tra i clienti privati, quelli che scelgono con i propri soldi quale auto portarsi a casa. Sulla FIAT 500 Hybrid, invece, ammette una certa insoddisfazione: “Ho aspettative più alte per la 500 Hybrid rispetto a quello che stiamo effettivamente ottenendo”.

Quando arriva e come sarà

Il debutto della nuova generazione dovrebbe avvenire sotto forma di concept car al Salone dell’Auto di Parigi 2026, con l’arrivo sul mercato previsto per il 2027. Pandina e C1 condivideranno dimensioni, piattaforma e persino la stessa gamma di motori, una scelta che nasce chiaramente dall’esigenza di tagliare i costi di sviluppo e industrializzazione.

Il cuore del progetto sarà una motorizzazione termica elettrificata. Niente batterie e cavi, dunque, ma un motore ibrido pensato per tenere il prezzo sotto controllo e per parlare a una platea molto larga di automobilisti, compresi quelli che non hanno la possibilità di ricaricare a casa. Una formula essenziale, poco spettacolare sulla carta, che però ricalca la ricetta con cui la Panda ha sempre funzionato.

Perché è proprio questo il punto: la Panda, in tutte le sue incarnazioni, non ha mai deluso le aspettative e ha collezionato record di vendita per decenni. Un patrimonio che FIAT non può permettersi di sprecare, tanto più in una fase così delicata per l’industria automobilistica italiana.

“In Italia abbiamo sicuramente una responsabilità sociale e l’Italia è la patria delle auto di piccole dimensioni”, ha spiegato Thorel, sintetizzando bene il legame tra il modello e il territorio che lo produce. Nel frattempo, per farsi una idea delle forme che potrebbe assumere la vettura, circolano le rappresentazioni grafiche realizzate dagli specialisti di Avarvarii, che immaginano un frontale ispirato alla tradizione con dettagli ripresi dalla Grande Panda.

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