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WhatsApp testa l’AI che allarga le foto oltre i bordi

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Le immagini condivise su WhatsApp potrebbero presto allungarsi da sole, perché l’app sta testando una funzione basata sull’intelligenza artificiale capace di espandere le foto oltre i bordi originali, riempiendo con contenuti generati le porzioni che semplicemente non esistevano nello scatto di partenza. Una di quelle novità che sulla carta sembra un dettaglio da nulla e che invece, nell’uso quotidiano, cambia parecchio il modo di preparare un’immagine prima di inviarla. Il tutto è ancora in fase sperimentale, quindi servirà pazienza prima di trovarla installata sul telefono di chiunque.

Come funziona la funzione Expand nella beta di WhatsApp

La novità è stata individuata nella versione beta 2.25.36.12 per Android, quella distribuita tramite Google Play ai tester iscritti al programma. Il meccanismo è piuttosto lineare. Si parte da una foto quadrata, con proporzioni 1:1, e la si trasforma in un’immagine verticale in formato 9:16, cioè il taglio pensato su misura per gli aggiornamenti di stato. Nel mezzo c’è una schermata di elaborazione con la percentuale di avanzamento, così da capire a che punto è il lavoro.

L’opzione si chiama Expand e vive dentro la sezione Edit, insieme agli altri strumenti già presenti, tra cui quello per aggiungere una descrizione, per rimuovere lo sfondo e per creare una piccola animazione. Il motore che sta dietro a tutto questo, prevedibilmente, è Meta AI, il sistema sviluppato internamente dall’azienda e ormai infilato un po’ ovunque nei suoi servizi.

Restano alcuni punti in sospeso. Non è chiaro se l’elaborazione avvenga direttamente sul dispositivo oppure se serva un passaggio sul cloud, ipotesi quest’ultima che appare la più probabile vista la complessità del calcolo richiesto. E poi c’è la questione della qualità dei risultati, tutta da verificare sul campo. Un conto è allungare lo sfondo di una parete monocromatica, un altro è chiedere all’algoritmo di inventarsi la continuazione di un paesaggio pieno di dettagli oppure di una foto di gruppo con più persone inquadrate. Situazioni in cui, storicamente, questo tipo di strumenti tende a produrre risultati bizzarri.

Prima gli stati, poi forse anche le chat

Dalle prime osservazioni sembra che la funzione sia pensata sia per le conversazioni normali sia per gli aggiornamenti di stato, anche se nella fase iniziale del rilascio potrebbe essere limitata soltanto a questi ultimi. La scelta avrebbe una sua logica, dato che il formato verticale 9:16 è esattamente quello degli stati e l’espansione automatica risolverebbe il fastidio di ritrovarsi con bande nere o con l’immagine ritagliata male.

Trattandosi di una caratteristica ancora in lavorazione, non ci sono garanzie né sui tempi né sull’effettiva distribuzione su larga scala. Il percorso è quello consueto per l’app di messaggistica, con una fase di test allargata, la raccolta dei riscontri da parte di chi la prova e le correzioni successive. Alcune funzioni avvistate nelle beta arrivano a destinazione nel giro di poche settimane, altre restano parcheggiate per mesi, altre ancora spariscono senza troppe spiegazioni.

Quello che appare abbastanza definito è invece il quadro generale. L’iniezione di strumenti basati sull’AI dentro WhatsApp è destinata a diventare sempre più corposa, in linea con le ambizioni che Meta ha dichiarato più volte su questo fronte. L’assistente integrato nelle chat, la generazione di immagini, la modifica automatica degli scatti e ora anche l’espansione oltre i bordi vanno tutti nella stessa direzione, cioè rendere l’applicazione qualcosa di più di un semplice canale per scambiarsi messaggi.

Per il momento la funzione resta riservata a una porzione ristretta di utenti Android iscritti al canale beta, senza alcuna indicazione ufficiale su un possibile arrivo della stessa opzione anche sulla versione per iPhone.

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