Vai al contenuto
Offerte

GTA 6, Take-Two stringe il cerchio sui leak: atti secretati

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Le indagini di Take-Two sui leak di GTA 6 stanno entrando in una fase decisamente più concreta, tanto che l’editore ha chiesto a un tribunale di mantenere sigillata una nuova richiesta di subpoena, per evitare che i responsabili delle fughe di materiale capiscano dove stanno arrivando gli avvocati. È un dettaglio che dice molto: quando si chiede la segretezza degli atti, di solito significa che qualcuno ha già un nome, o quantomeno un indizio solido.

Il punto di partenza è noto. Dopo la comparsa dei primi materiali non autorizzati, Take-Two Interactive si era mossa in tempi rapidissimi, presentando richieste di subpoena DMCA rivolte a Discord e a Microsoft. Quelle richieste erano ampie, quasi a strascico, e sono rimaste pubblicamente consultabili. La nuova istanza depositata di recente ha invece un carattere completamente diverso, molto più chirurgico, e riguarda informazioni mirate collegate alla precedente subpoena e a singoli utenti della piattaforma.

Cosa chiede davvero Take-Two nella nuova istanza

Nei documenti si legge che l’azienda ha individuato un ulteriore utente Discord e ha ottenuto dati identificativi aggiuntivi su un utente già segnalato in precedenza. Non solo: ci sono anche nuove informazioni relative ai server della community citati nella prima richiesta, sui quali adesso l’editore vuole dettagli molto più circoscritti. Il linguaggio è quello tipico delle carte legali, ma il senso è chiaro. Il cerchio si sta stringendo attorno a poche persone, non più attorno a una nuvola indistinta di account.

Nell’allegato alla subpoena, sostiene Take-Two, si trovano informazioni riservate e altamente sensibili su un’indagine ancora in corso, che riguarda violazione di copyright e appropriazione indebita di materiale confidenziale della società. La motivazione della richiesta di secretazione è messa nero su bianco: la divulgazione pubblica di quei contenuti potrebbe compromettere l’indagine e mettere sull’avviso i presunti responsabili, facendo capire loro sia la natura sia lo stato di avanzamento del lavoro degli investigatori, oltre a ciò che è già stato raccolto sulle violazioni.

C’è poi una nota a piè di pagina che vale la pena sottolineare, perché è la frase che riassume tutto: l’indagine viene definita in rapida evoluzione e tuttora aperta, e la nuova richiesta punta a informazioni diverse rispetto alla prima. Due elementi che, messi insieme, raccontano di un procedimento che si muove settimana dopo settimana.

Il ruolo di Discord e i tempi della vicenda

Un passaggio interessante riguarda proprio la piattaforma di messaggistica. Il direttore marketing di Discord, Ryan Rigney, aveva dichiarato ancora il 25 agosto che l’azienda non aveva ricevuto alcuna subpoena da parte di Take-Two. Difficile stabilire se quella dichiarazione abbia influito sul modo in cui è stata formulata l’ultima istanza, ma la coincidenza temporale resta nei documenti. In ogni caso, al momento il tribunale non si è ancora pronunciato sulla richiesta di subpoena sigillata e nessun nuovo provvedimento è stato emesso.

Quello che colpisce è la velocità. I leak di GTA 6 vanno avanti da poche settimane, eppure l’editore ha già raccolto materiale sufficiente per passare da una richiesta generica a una mirata su persone specifiche. Non è un dettaglio da poco, considerando quanto sia complicato risalire a identità reali partendo da account su server privati.

La linea di Rockstar e della casa madre, del resto, è sempre stata rigida su questo fronte. La differenza rispetto al passato è che stavolta il percorso legale sembra procedere con una precisione che non lascia molto spazio all’anonimato, almeno per chi ha avuto un ruolo diretto nella diffusione dei contenuti. La decisione del giudice sulla secretazione degli atti sarà il prossimo passaggio formale della vicenda.

Condividi:
116 Condivisioni